Vi sarà una sola bellezza, e umanità e natura si fonderanno in una universale divinità
La dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che ci salva.
Non è l'uomo invecchiato, sfiorito, non è egli come una foglia staccata, che non ritrova più il suo albero e che ora viene sbattuta qua e là dai venti, finché la sabbia non lo seppellisce?
L'albero secco e marcio non ha diritto di star dove sta: esso ruba luce e aria alla giovane vita, che sorge e matura per un mondo nuovo
L'amore generò il mondo, l'amicizia lo rigenererà
Solo quando le case e i templi sono ben morti, si arrischiano le fiere selvaggie nelle porte e per le strade
Delle loro gesta si nutrono i figli del sole, essi vivono della vittoria, nel proprio spirito si ricreano e la loro forza è la loro gioia
Se volevo cercarla con l'occhio, si faceva buio innanzi a me; se mi volevo volgere a lei con una paroletta, mi soffocava in gola
Noi vogliamo crescer qui in alto, vogliamo là in alto spiegare rami e fronde, e terra e clima ci portano invece ove vogliono loro, e se il fulmine cade sulla tua corona e ti spacca giù fino alle radici, povero albero! che ti riguarda?
Felice l'uomo a cui una patria fiorente dà gioia e forza al cuore