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Frasi di Jack London

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Non bevevo mai prima di aver eseguito il mio compito giornaliero. A lavoro finito, i cocktail alzavano quasi un muro divisorio fra le ore di lavoro e quelle di divertimento.

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L'incanto che emana da una donna è ineffabile, è diverso dalla percezione che sfocia nella ragione. Questo stato nasce dalla sensazione e culmina nell'emozione, la quale? è giocoforza ammetterlo? altro non è che sensazione al suo livello più alto.

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La morale è un fondo sociale che viene accresciuto lungo il doloroso corso delle epoche.

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La materia è la grande illusione. La materia, cioè, si manifesta nella forma e la forma è un fantasma.

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Preferirei essere una superba meteora, ogni mio atomo esploso in un magnifico bagliore, piuttosto che un sonnolento e perseverante pianeta.

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Creatura quanto mai strana è l'uomo: insaziabile, sempre inappagato, irrequieto, mai in pace con Dio o con se stesso, di giorno tende senza posa a inutili mete, di notte si abbandona a un'orgia di desideri proibiti e malvagi.

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Un osso al cane non è carità. Carità è l'osso diviso con il cane, quando sei affamato quanto il cane.

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La repulsione stessa del palato dimostra che l'alcool non è gradito all'organismo... eppure, malgrado il ribrezzo fisico i ricordi più felici della mia infanzia sono proprio quelli delle ore passate nei saloon.

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Se riuscire a dimenticare è segno di sanità mentale, il ricordare senza posa è ossessione e follia.

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E ora sono qui, nel braccio degli assassini del carcere di Folsom, che attendo, le mani rosse di sangue, il giorno fissato dalla macchina dello Stato, quando i suoi servitori mi porteranno in quella che chiamano tenebra, quella tenebra di cui hanno paura e da cui attingono immagini di superstizione e terrore, la stessa tenebra che li spinge, fra tremiti e lamenti, davanti agli altari delle divinità antropomorfe, generate dal medesimo orrore

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