Dio è come un cameriere ebreo: ha troppi tavoli.
Sono stato accusato di volgarità. Io dico che è una stronzata.
Quando sono arrivato a Roma sono rimasto molto impressionato da due cose: dal Colosseo e dalla cameriera della mia stanza d'albergo. Tutt'e due avevano una struttura incredibile.
Mi piace chiacchierare a vanvera finché non trovo un pensiero valido. Prima o poi lo troverò, ma lei sarà costretta a parlarmi fin quando questo non accadrà.
Tragedia è se mi taglio le dita... Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori.
Se Dio avesse voluto che l'uomo volasse, l'avrebbe fatto nascere con un biglietto.
Se i presidenti non lo fanno alle loro mogli, lo fanno al paese.
Sono uno degli uomini più belli del mondo. Essere basso non mi ha mai disturbato un momento. Tutti gli altri momenti volevo suicidarmi.
La lotta tra Obama e McCain sarebbe un ottimo soggetto per una satira. Ma forse non serve: la realtà può essere anche più comica della finzione.
Quando ho visto per la prima volta i film di Vittorio De Sica ho urlato: "Ecco! Voglio fare questo!". Nessuno come lui ha saputo fondere commedia e sentimenti. Io ho fatto un cinema più apertamente comico, ma certo in me c'è qualcosa della "lezione italiana", da Totò a Sordi. Inclusa, forse, la capacità di osservare una realtà anche non piacevole e deformarla sotto la lente della risata.