PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Frasi di Pier Paolo Pasolini

Ti piace Pier Paolo Pasolini?  


Pagine: 123tutte

Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l'azione e l'utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo



Un enorme parte degli italiani della classe dirigente sono moralmente degli atrofizzati: dei disperati che si riducono a servi e automi, o che cercano di salvarsi nell'ironia e nel cinismo. Purtroppo, gli italiani in genere, appunto perché affiorati da secoli di sottogoverno, si sono fatti un po' alla volta un tipo di intelligenza puramente analitica il cui aspetto esteriore e appariscente è la furberia e la vivacità.



Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato



E quando dicevo che il Movimento Studentesco non può fare la guerra, volevo dire che la guerra la fanno gli eserciti, e che gli eserciti sono delle istituzioni



Quando un giovane, o un anziano molto aggiornato, accusando se stesso e gli altri - fino a ridursi alla disperazione e allo sciopero - dice che non c'è nulla da fare, che il sistema non può fatalmente non «mangiare» dice in realtà: io desidero essere mangiato, sparire



L'opinione pubblica, come una belva, ha bisogno di essere tranquillizzata a proposito di fatti che essa non voglia odiare, mentre ha bisogno di essere aizzata a proposito di fatti che essa vuole odiare. I giornali per esempio sono restati visibilmente delusi, quando si affacciata l'ipotesi che ad ammazzare il bambino di Viareggio non sia stato, come speravano, un bruto; infatti, l'opinione pubblica sperava di poter essere soddisfatta in questo suo odio razzistico, che andava dunque drammatizzato



In questo mondo colpevole, che solo compra,
e disprezza,
il più colpevole son io,
inaridito dall'amarezza.



<<... New York è una città di giovani, la città meno crepuscolare che abbia mai visto. E quanto sono eleganti, i giovani, qui.
"Eleganti?!
"Hanno un gusto favoloso: guarda come sono vestiti. Nel modo più sincero, più anticonformista possibile. Non gliene importa nulla delle regole piccolo-borghesi o popolari. Quei maglioni vistosi, quei giubbotti da poco prezzo, quei colori incredibili. Non si vestono mica, si mettono in maschera: come quando da piccola ti mettevi la palandrana della nonna. E così mascherati se ne vanno, orgogliosi, coscienti della loro eleganza che non è mai un'eleganza mitica o ingenua. Ti vien voglia di imitarli e magari li imiti perché dove puoi vestirti così? A Roma? A Milano? A Parigi? Io là ho sempre paura che la gente si volti, mi guardi. Qui non ho alcun complesso, posso andarmene vestito come voglio, senza che nessuno si volti e mi guardi. Qui invece nessuno ti turba con la sua curiosità.



Io sono nero di amore, né fanciullo né usignolo, tutto intero come un fiore, desidero senza desiderio



Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù





Pagine: 123tutte


Libri di Pier Paolo Pasolini

Empirismo eretico
 
commenti0

Teatro
 
commenti0