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Frasi di Pier Paolo Pasolini

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La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.



La passione non ottiene mai perdono.



deponendo l'onestà delle religioni contadine, dimenticando l'onore della malavita, tradendo il candore dei popoli barbari, dietro ai loro Alì dagli´╗┐ occhi azzurri - usciranno da sotto la terra per uccidere - usciranno dal fondo del mare per aggredire



È esperienza di ogni giorno: si richiede la santità agli altri, per tenere tranquilla la coscienza, nel momento i cui ci si accorge che non sono santi. Ma nel momento in cui ci si accorge che lo sono, li si consacra. La consacrazione li discrimina, li cataloga: li rende innocui, e anche un po' ridicoli e ufficiali



Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato



Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù



Io sono nero di amore, né fanciullo né usignolo, tutto intero come un fiore, desidero senza desiderio



Un enorme parte degli italiani della classe dirigente sono moralmente degli atrofizzati: dei disperati che si riducono a servi e automi, o che cercano di salvarsi nell'ironia e nel cinismo. Purtroppo, gli italiani in genere, appunto perché affiorati da secoli di sottogoverno, si sono fatti un po' alla volta un tipo di intelligenza puramente analitica il cui aspetto esteriore e appariscente è la furberia e la vivacità.



Bisogna essere molto forti per amare la solitudine.



Il razzismo è un odio di classe inconscio. Si confronti il razzismo americano: esso è stato appunto, fino a oggi e ancora oggi, un odio di classe inconscio. Ma dal momento che i negri hanno incominciato a lottare a da vare consapevolezza di sé come classe povera, l'odio razzistico, oscuro e indecifrabile, di sta trasformando in un chiarissimo e decifrabilissimo odio di classe. L'odio cioè che un borghese italiano prova per un comunista, non per un «terrone» o un carcerato





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