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Frasi e aforismi filosofici

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Gli errori insegnano agli uomini una sola cosa: il piacere di commetterli sempre.

   11 commenti     di: esther iodice


E'che... per vederti crescere... dovrò invecchiare.



Sono figlie scaturite da una fantasia sempre in movimento, il cancellare una sola di esse è un proprio pezzo di cuore che muore e fa piangere l'anima nobile e pura.



Penso tanto, penso sempre, ma arrivo sempre alla stessa conclusione: un punto interrogativo.

   7 commenti     di: Tim Adrian Reed


L'amore è come un filo sottile, sul quale ci si muove in costante precario equilibrio. Funamboli cui non è concesso chiudere, neanche per un attimo, gli occhi!



Siamo quasi sempre responsabili del nostro destino. Dipende quali sentimenti esterniamo e da cosa ci facciamo dominare. Se esterniamo l'ira attiriamo l'ira, se esterniamo la gioia attiriamo la gioia, ma se esterniamo la pace e l'amore attiriamo l'amore, che diventa contaggioso come un virus, è inevitabile, è semplicemente la forza di gravità.

   2 commenti     di: tania rybak


Non è la morte ad uccidere l'uomo, ma l'eventualità di arrivarvi già defunti a fermare il cuore.

   5 commenti     di: Simone Scienza


Credo che tutti noi abbiamo dovuto fronteggiare più di una volta nella nostra esistenza l'assalto del dolore, in qualsiasi forma lo si voglia intendere: dolore fisico, morale, esistenziale. Esso provoca angoscia, sofferenza, perdita di lucidità, abbandono e frustrazione. La percezione della realtà, in presenza di questo stato d'animo, diventa sempre più debole e le figure che la realtà ci mette davanti agli occhi si tra-sfigurano, ci sembra di essere naufraghi abbandonati su una zattera alla deriva. Il viaggio diventa una follia, la fuga di fronte ad una realtà che ci soffoca e ci spinge alla chiusura e all'alienazione. La sensibilità del poeta cerca di organizzare la follia nel tentativo di dominarla, di comprenderla, di organizzarla. Il conforto della poesia è la catarsi del dolore. È attraverso di essa intesa come strumento di arricchimento che si aiuta l'anima a superarlo, e si trova quella forza di capire e di ri-cucire brandelli di realtà, che l'annebbiamento ci aveva fatto perdere di vista. In tal modo la letteratura svolge una funzione per così dire salvifica, getta un'ancora a cui aggrapparsi per evitare la deriva, diventa una "risorsa" che permette all'uomo di camminare a piedi nudi nella propria anima, scavarne le profondità e la problematicità, confrontarsi col proprio grido di dolore e sfidarlo. Io sono dell'idea che il dolore, e qui sto parlando del dolore non fisico, non possa essere conosciuto fino in fondo se non si cerca un atto di ribellione che ne scavi le ragioni profonde e tenda al suo superamento. Il dolore è un'esperienza necessaria, ineluttabile, certamente difficile da vivere, ma se non lo si affronta, se non lo si combatte, se non si trova un modo per controllarlo, per servirsene al fine di approfondire l'esperienza di comprensione del proprio io e del mondo che ci circonda, non ci potrà mai essere via di uscita dalla prigionia.

   1 commenti     di: Auro Lezzi


Chi l'ha detto che i sogni non costano niente? Tentare di trasformarli in realtà potrebbe rovinarti.

   8 commenti     di: Tim Adrian Reed


La vera bellezza è un compromesso chiamato amore.




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