Nel mercato planetario far ridere è arma di potere.
La virtù principale del capolavoro, se vogliamo continuare a chiamarlo così, è quella di creare un nuovo modo di guardare le cose.
La nozione di chiarezza, per nostra disgrazia, pare essere intrinsecamente e fatalmente oscura.
Posso dire che l'universo, che altrove si squadrena, è qui (a Genova) raccolto, miniaturizzato come si deve. Ma questo accade perché Genova è un po' una replica del mondo, e un po' è un suo archetipo ristretto, una specie di modellino ristretto.
L'industria culturale è il terreno su cui opera la nostra cultura. Non potrebbe essere diversamente. Se Honoré de Balzac scriveva capolavori nella forma del romanzo, ciò è perché l'industria culturale dell'epoca chiedeva questo genere.
Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia.
Le poesie sono da eseguire, i testi teatrali lo sono per definizione. Ma anche il romanzo ritrova nell'oralità quel rapporto col lettore che è quello della solitudine col libro.
Mi dedicai alla musica, e per un paio di anni studiai pianoforte. Tutto questo poi trovò una sostituzione nella scrittura. Questo spiega come mai la scrittura venga da me per lo più concepita come cosa da eseguire.
Credo alla teoria dei bisogni radicali di Marx da quando ho l'età della ragione. E chiunque abbia una posizione "di sinistra", a mio giudizio, non può non crederci.
È meglio scrivere di riso che di lacrime, perché ridere è ciò che è proprio dell'uomo.
Edoardo Sanguineti (1930-2010) è stato un poeta, scrittore e autore teatrale italiano.
Sanguineti è stato un esponente di punta del Gruppo '63, attore del dibattito culturale del Novecento in Italia.
Oltre che per le proprie opere, Edoardo Sanguineti viene ricordato anche per il lavoro di critica e studio su Dante Alighieri.
Nei primi anni '80 è stato deputato del PCI.