Dormi tra le mie braccia
e allenta la presa sul mondo esterno
che non esiste adesso.
Esiste solo la presa delle mie mani
su questa notte
appiccicata
come caramello sulle mie dita
intente a sciogliere dolcemente
i tuoi dubbi
e i tuoi capelli intrecciati.
Come sabbia di mare al tramonto
la tua pelle rilascia calore
che fluisce dentro di me
tra i profumi del buio.
Trappole,
sono pericolose trappole
il tuo respiro scostante,
i tuoi movimenti
sul mio petto,
le tue carezze al mio corpo
nel sonno.
Trappole a catturarmi un sorriso
ingabbiato nei miei baci
sulla tua nuca
mentre in risposta
schiocchi languidi,
dolcissimi e sordi
delle tue labbra
indugiano sul mio petto
come esca di richiamo.
È troppo tardi
per fuggire da questo pensiero
che mi attraversa la mente.
Hai vinto, sono nella tua rete.
Risorto è il giorno e il sole
Abbraccia la madre terra
Coi figli abbandonati nei cortili
Quanta tristezza regna nel cuore
Della madre mentre prega
Ascolta dell'organo le note
Musicalità stonate disperse
Quanta disperazione
Quando fischia il vento
Come siamo lontani
Dai figli in lacrime
Quando le stelle sconfinano
Altri orizzonti ignoti
Ora sorridono dai lager
Perché sanno della libertà
Giurata a quattro passi
Dei nuovi celesti sentieri
Senza più lacrime
Aventi occhi puliti
A raccontare di novelli giorni
è compito d'oggi
agli sciami di stelle che ninnolano
incolumi il nostro momento.
Un un frullio, ancora uno e ancora un altro
è assente l'ondeggiare d'oceano
a far da melodia di fondo
nelle prateria dello spirito
Una stretta di venti
ciò che difettava
Averlo qui accanto
è adesso lo sbocciar
di questa Primavera
Con la mente di un fanciullo
intraprese il viaggio,
ingenuo e spensierato
si apprestò ai preliminari.
Fu poco attento ed oculato
nella scelta degli strumenti
necessari ai suoi bisogni.
Trovò difficile e quasi impossibile
utilizzare quel che aveva
per gli scopi del momento.
Come scolaro era in cerca di una guida,
un faro nella notte buia.
Calpestò sentieri impervi e tortuosi
dal manto pietroso.
Valicò passi di montagna ripidi e scoscesi
immersi nella folta bruma del mattino.
Traversò altipiani brulli e bruni,
il suolo ferito
dalla potenza del solleone.
Giunse esausto, affaticato e sudato
ad un trivio
dove la grande quercia oscurava
la piccola taverna in riva al fiume.
Si rifocillò e subito cadde in un sonno profondo
dai sogni tortuosi, scuri e amari
oltrepassando la soglia dei sensi.
Si svegliò e accanto a lui
vide fronteggiarsi il serpente e l'aquila,
l'amico di oggi e la compagna di ieri.
Camminarono fianco a fianco...
per un breve tratto
non una parola, né un gesto,
nemmeno un pensiero vi fu tra loro,
solo presenza, solo nuda e cruda presenza.
Rispettò e con dolore condivise,
alla luce del giorno,
il patto fedele della natura,
per secoli calpestato, odiato e amato,
silente nella buia notte
violato.
Mi sono innamorato di te
Perché non avevo niente da fare
Il giorno volevo qualcuno da incontrare
La notte volevo qualcuno da sognare
Mi sono innamorato di te
Perché non potevo più stare solo
Il giorno volevo parlare dei miei sogni
La notte parlare d'amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient' altro che a te
Mi sono innamorato di te
E adesso non so neppure io cosa fare
Il giorno mi pento di averti incontrata
la notte ti vengo a cercare