Il cuore ha prodigato le lucciole
s'è acceso e spento
di verde in verde
ho compitato
Colle mie mani plasmo il suolo
diffuso di grilli
mi modulo
di
sommesso uguale
cuore
M'ama non m'ama
mi sono smaltato
di margherite
mi sono radicato
nella terra marcita
sono cresciuto
come un crespo
sullo stelo torto
mi sono colto
nel tuffo
di spinalba
Oggi
come l'Isonzo
di asfalto azzurro
mi fisso
nella cenere del greto
scoperto dal sole
e mi trasmuto
in volo di nubi
Appieno infine
sfrenato
il solito essere sgomento
non batte più il tempo col cuore
non ha tempo né luogo
è felice
Ho sulle labbra
il bacio di marmo
Viani
sarà bella la pineta
ma come ci si fa a dormire
con tanti moscerini e tante cacate
Per un Iddio che rida come un bimbo,
tanti gridi di passeri,
tante danze nei rami,
un'anima si fa senza più peso,
i prati hanno una tale tenerezza,
tale pudore negli occhi rivive,
le mani come foglie
s'incantano nell'aria...
Chi teme più, chi giudica?
Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d'amore
Versa il 15 febbraio 1917
Lontano lontano
come un cieco
m' hanno portato per mano.
Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970) è stato un poeta e scrittore italiano e viene indicato come il fondatore dell'ermetismo, una corrente letteraria diffusa a partire dagli anni Venti e che influenzerà sensibilmente la poesia italiana successiva.
Tra le principali raccolte di poesie di Ungaretti si ricordano Il porto sepolto, Allegria di naufragi o La terra promessa.