Neve nuova su ghiaccio vecchio, questa notte. E ora,
diretto in città per commissioni, distratto dalla fanghiglia
che ha in testa, fa una frenata troppo brusca.
E si ritrova in un macchinone fuori controllo,
che slitta di traverso sull'asfalto nell'immensa
calma del mattino invernale. Diretto
inesorabilmente verso l'incrocio.
Le cose che gli passavano per la mente?
Il filmato che ha visto in tv su tre gatti randagi
e un macaco con gli elettrodi fissati
nel cervello; la volta che si è fermato a fotografare
un bufalo vicino al punto in cui il Little Big Horn
sfocia nel Big Horn; la sua nuova canna in grafite
con Garanzia a vita limitata;
i polipi che il medico gli ha trovato nell'intestino;
quel verso di Bukowski che ogni tanto gli frulla in testa:
Piacerebbe a tutti andare in giro con una Cadillac del 1995.
La sua mente un alveare di arcana attività.
Anche per tutto il tempo che ci e voluto alla macchina
per slittare in tondo sulla strada fino a ritrovarsi
nella direzione da cui proveniva.
La direzione di casa e di relativa sicurezza.
Il motore s'è spento. L'immensa calma
è di nuovo scesa. Si è tolto il berretto di lana
e si è asciugato il sudore sulla fronte. Ma dopo
una breve riflessione, ha riacceso il motore, fatto manovra
ed è tornato a dirigersi in città.
Più cauto, certo. Ma ripensando sempre
alle stesse cose di prima. Ghiaccio vecchio, neve nuova.
Gatti. Una scimmia. La pesca. Bufali allo stato brado.
La poesia pura d'immaginare una Cadillac
che non è stata ancora costruita. L'effetto umiliante
delle dita del medico.
Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l'elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e ricoperti di brina. Una calma enorme
s'estendeva sull'intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d'aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi, nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l'elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.
Aveva cominciato la poesia al tavolo di cucina,
una gamba accavallata sopra l'altra.
Ha scritto per un po', come se del risultato
non gliene importasse poi tanto. Non è che
al mondo di poesie non ce ne siano già abbastanza.
Il mondo è pieno di poesie. Oltretutto,
mancava ormai da mesi.
Non aveva neanche letto una poesia da mesi.
Che razza di vita era mai questa? Una vita
in cui uno ha troppo da fare perfino per leggere poesie?
Non si può neanche chiamare vita. Allora ha guardato fuori
dalla finestra, in fondo alla collina, verso la casa di Frank.
Una bella casa, costruita vicino all'acqua.
Ricordava quando Frank apriva la porta,
tutte le mattine alle nove in punto.
E usciva a farsi una passeggiata.
Ha tirato a sé il tavolo, e ha scavallato le gambe.
Ieri sera ha ascoltato il resoconto
della morte di Frank che ne ha dato Ed, un altro vicino.
Un uomo della stessa età di Frank,
suo buon amico. Frank
e sua moglie stavano guardando la tv. "Hill Street giorno e notte",
il programma preferito di Frank. A un certo punto lui
boccheggia un paio di volte e si accascia sulla poltrona:
"come avesse preso la scossa". In quell'attimo,
era già morto. Cambiava colorito a vista d'occhio.
Da grigio che era, diventava nero. Betty esce
di casa di corsa in vestaglia. Corre
a casa d'un vicino dove c'è una ragazza
che se ne intende di massaggio cardiaco. Anche lei sta
guardando lo stesso telefilm! Tornano di corsa
a casa di Frank. Che ormai è diventato tutto nero,
sulla sua poltrona davanti al televisore.
I poliziotti e altri personaggi disperati
si muovono sullo schermo, alzano la voce,
si urlano a vicenda, mentre la ragazza dei vicini
trascina Frank dalla poltrona al pavimento.
Gli strappa la camicia. Si mette al lavoro.
Frank è la prima vittima dal vivo
che le sia mai capitata per le mani.
Appoggia le labbra sulle labbra gelide di Frank. Labbra di morto. Labbra nere.
Nera è anche la sua faccia, nere le mani e
Mia moglie è scomparsa insieme ai suoi vestiti.
Si è lasciata dietro due paia di calze di nylon e
una spazzola per capelli dimenticata dietro il letto.
Vorrei richiamare la vostra attenzione
su queste calze formose e sul robusto
capello scuro impigliato tra le setole della spazzola.
Lascio cadere le calze nel sacco della spazzatura; la spazzola
me la tengo e la userò io. È solo il letto
a sembrare strano e impossibile da spiegare.
Scordati ogni esperienza che provoca sussulti.
E qualsiasi cosa abbia a che fare con la musica da camera.
Musei in piovosi pomeriggi domenicali, eccetera.
I vecchi maestri. Tutta quella roba.
Scordati le ragazze. Cerca di scordartele.
Le ragazze. E tutta quella roba là.