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Non posso stare lontana dal fiume

Una bambina cammina nel bosco. Ha gli occhi azzurri, il viso pallido e angelico. Due lunghe trecce castane le cadono sul petto. Indossa un lungo vestito blu scuro di un'epoca lontana. Canticchia, raccoglie i rametti ai piedi degli alberi, il vento che fruscia fra le foglie sotto un cielo limpido.
Il cestello si riempie velocemente. La bambina ci dà un'occhiata, sorride. Si avvia verso casa quando incrocia un giovane uomo sul sentiero. Zigomi alti, frante larga, grandi e profondi occhi verdi. Indossa una giacca nera, sotto una camicia bianca, cravatta nera e pantaloni neri.
L'uomo la osserva per un attimo, si guarda attorno. Gli uccelli cinguettano sugli alberi.
— Sei proprio bello — risponde la bambina. — Assomigli al mio fratellastro. Sei proprio uguale. Solo che tu sembri uscito dalla TV. La mamma guarda sempre i film. Tu sei un attore. Uno di quelli. Tu fai i film. Quanti film hai fatto?
— Non faccio film. Sei da sola?
— Sì, perché?
— Non dovresti andartene in giro da sola.
— E perché?
— Perché è pericoloso.
— La mamma dice che non lo è. Dice di andare da sola nei boschi perché ci sono gli orsi e gli spiriti. Vuole che ci faccio amicizia, soprattutto con gli spiriti. Però gli spiriti non li ho mai visti, gli orsi sì. Non mi hanno mai fatto del male. Mi guardano e io guardo loro. Dico loro di cantare o ballare come nei cartoni animati, ma non lo fanno. E io mi arrabbio tanto. Tu conosci la mamma?
— Non credo.
— Si chiama Silvana, è un Elfa dei boschi.
L'uomo si acciglia. — Un'Elfa dei boschi?
— Sì, un'Elfa dei boschi. Io sono... Io... Mmmh... Non mi ricordo. Comunque io non sono un'Elfa dei boschi.
— Gli elfi non esistono. Sono creature di... di fantasia.
La bambina monta il broncio. — Esistono, invece! La mia mamma è un'Elfa. Ha le orecchie a punta e grandi come quelle delle scimmie, quindi è un'Elfa. Gli elfi hanno le orecchia a punta. — Muta l'espressione in un sorriso. — Tu chi sei? Un principe o un re? Sei così bello. Dov'è il tuo cavallo? E la tua armatura?
L'uomo distoglie lo sguardo a disagio. — Dove abiti? Ti ci accompagno.
— Vicino al fiume — Il suo sguardo si illumina. — Ah, ora ricordo. Sono una sirena. Vengo dal fiume.
— Le sirene vivono in mare.
— Non è vero. Vivono nel fiume.
— Ok, vivono nel fiume.
— Vuoi essere il mio fidanzato?
L'uomo aggrotta le sopracciglia turbato. — Vieni, ti accompagno a casa.
— Mi prendi per mano? La mamma non ha mai visto un... un principe. Tu sei un attore e principe. Un principe attore! Che bello! Posso toccarti?

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