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Poesie di Bertold Brecht

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Pagine: 123tutte

Del danaro

Io non voglio tentarti a lavorare.
L'uomo non è fatto per il lavoro.
Ma per il danaro, per questo devi darti da fare!
Il danaro è buono! Tienilo d'occhio!

Gli uomini si accalappiano l'uno con l'altro.
La malvagità del mondo è grande.
Per questo devi conquistarti il danaro
perché il loro amore per lui è ancora più grande.

Se hai soldi, tutti da te pendono come zecche,
come la luce del sole ci sei noto.
Senza soldi i tuoi bambini ti devono tenere
nascosto e dire che per loro sei ignoto.

Se hai soldi, non hai bisogno di piegarti.
Senza soldi non ti guadagni la gloria.
I migliori testimoni sono loro a darteli.
Il danaro è verità. È qualità eroica.

Quello che dice tua moglie, devi crederlo.
Ma non andare da lei senza danaro.
Senza danaro la derubi di te stesso,
con te resta una bestia senza ragione, e non altro.

Al danaro gli uomini tributano onori.
Il danaro sopra Dio viene innalzato.
Se al tuo nemico nella tomba vuoi turbare i sonni
scrivigli come epigrafe: Qui posa del danaro.

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Viaggiando in una comoda auto

Viaggiando su una comoda auto
su una strada bagnata di pioggia,
vedemmo un uomo tutto stracciato sul far della notte
che ci faceva cenno di prenderlo con noi, con un profondo
inchino.
Avevamo un tetto, avevamo un posto e gli passammo davanti
e udimmo me che dicevo con voce stizzosa: no,
non possiamo prendere su nessuno.
Eravamo proseguiti per un bel pezzo, forse una giornata di
cammino,
quando d'improvviso mi spaventai della mia voce,
del mio contegno e di tutto
questo mondo.

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Mia madre

Quando non ci fu più, la misero nella terra.
Sopra di lei crescono i fiori, celiano le farfalle...
Lei era leggera, premeva la terra appena.
Quanto dolore ci volle per farla così leggera!

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Canto di un'amata

Lo so, mia amata: già mi cadono i capelli,
tanto dissoluta è la mia vita
e devo giacere sulle pietre.
Vedete come bevo il liquore più infimo,
e cammino nudo nel vento.

Ma vi fu un tempo, amata, in cui ero puro.

Avevo una donna che era più forte di me,
come l'erba è più forte del toro:
si rialza, infatti.

Lei vedeva che io ero cattivo, e mi amava.

Non chiedeva dove andasse la strada su cui camminava,
e che forse era in discesa.
Quando mi dava il suo corpo, diceva:
questo è tutto.
E diventava il mio corpo.

Ora non è più, è scomparsa
come la nube dopo la pioggia,
la mia mano l'ha lasciata
ed essa è caduta giù,
poiché quella era la sua strada.

Ma talvolta, la notte, quando mi vedete bere,
io vedo il suo viso, pallido nel vento,
forte e rivolto a me, e m'inchino verso il vento.

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I potenti

Si sono riuniti in una stanza.
Uomo sulla strada
lascia svanire tutta le speranze.

I governi sottoscrivono
patti di non aggressione.
Piccolo Uomo
scrivi il tuo testamento.

È notte. Gli sposi
si coricano nei letti. Le giovani donne
danno alla luce orfani.

Sul muro stanno col gesso.
Loro vogliono la guerra.
Quello che è stato scritto
è già successo.

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Pagine: 123tutte

Bertolt Brecht (Augsburg, 1898-Berlino, 1956). Drammaturgo e poeta. Tra i migliori lirici tedeschi del '900. Negli anni della scuola Brecht mostrò un comportamento indipendente, anticonformista. Insieme ai compagni di Liceo Brecht scrisse musiche per le sue poesie, suonando la chitarra in scorribande notturne. Teorico della rappresentazione teatrale elaborò la teoria del "teatro epico", secondo la quale l'attore non doveva diventare il personaggio, ma solo raccontarlo, in modo che lo spettatore potesse mantenere una distanza critica su quanto veniva rappresentato. Con l'avvento del nazismo dovette fuggire dalla Germania e vagò esule per l'Europa fino ad approdare in America. Aderì al marxismo e dopo la guerra, tornato in Germania, divenne direttore del Teatro di stato della Germania Est. Le sue opere rivelano una profonda sensibilità umana e sociale

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