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Poesie di Bertold Brecht

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Pagine: 123tutte

I potenti

Si sono riuniti in una stanza.
Uomo sulla strada
lascia svanire tutta le speranze.

I governi sottoscrivono
patti di non aggressione.
Piccolo Uomo
scrivi il tuo testamento.

È notte. Gli sposi
si coricano nei letti. Le giovani donne
danno alla luce orfani.

Sul muro stanno col gesso.
Loro vogliono la guerra.
Quello che è stato scritto
è già successo.

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Le grucce

Per sette anni non mi riuscì un passo.
Quando fui dal gran medico, lui
m'ha chiesto: "Perchè queste grucce?"
E io: "sono storpio", gli ho detto.

E lui: "non c'è da stupirsi.
Fa' una prova, per cortesia!
Son questi arnesi, a storpiarti.
Va', cadi, striscia a quattro zampe".

Ridendo come un mostro
le mie belle grucce mi prese,
sulla schiena me le spezzò,
ridendo le scagliò nel fuoco.

Come sia, son guarito: cammino.
Una risata m'ha guarito.
Solo, a volte, se vedo stampelle,
per qualche ora cammino un po' peggio.

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Viaggiando in una comoda auto

Viaggiando su una comoda auto
su una strada bagnata di pioggia,
vedemmo un uomo tutto stracciato sul far della notte
che ci faceva cenno di prenderlo con noi, con un profondo
inchino.
Avevamo un tetto, avevamo un posto e gli passammo davanti
e udimmo me che dicevo con voce stizzosa: no,
non possiamo prendere su nessuno.
Eravamo proseguiti per un bel pezzo, forse una giornata di
cammino,
quando d'improvviso mi spaventai della mia voce,
del mio contegno e di tutto
questo mondo.

   0 commenti     di: Bertold Brecht


Il fumo

La piccola casa sotto gli alberi sul lago.
Dal tetto sale il fumo.
Se mancasse
Quanto sarebbero desolati
La casa, gli alberi, il lago!

   11 commenti     di: Bertold Brecht


Breviario tedesco

Quando chi sta in alto parla di pace
La gente comune sa
Che ci sarà la guerra.
Quando chi sta in alto maledice la guerra
Le cartoline precetto sono già compilate.
Quelli che stanno in alto
Si sono riuniti in una stanza
Uomo che sei per la via
Lascia ogni speranza.
I governi
Firmano patti di non aggressione.
Piccolo uomo,
firma il tuo testamento.
Sul muro c’era scritto col gesso:
vogliono la guerra.
Chi l’ha scritto
è già caduto.

   2 commenti     di: Bertold Brecht




Pagine: 123tutte

Bertolt Brecht (Augsburg, 1898-Berlino, 1956). Drammaturgo e poeta. Tra i migliori lirici tedeschi del '900. Negli anni della scuola Brecht mostrò un comportamento indipendente, anticonformista. Insieme ai compagni di Liceo Brecht scrisse musiche per le sue poesie, suonando la chitarra in scorribande notturne. Teorico della rappresentazione teatrale elaborò la teoria del "teatro epico", secondo la quale l'attore non doveva diventare il personaggio, ma solo raccontarlo, in modo che lo spettatore potesse mantenere una distanza critica su quanto veniva rappresentato. Con l'avvento del nazismo dovette fuggire dalla Germania e vagò esule per l'Europa fino ad approdare in America. Aderì al marxismo e dopo la guerra, tornato in Germania, divenne direttore del Teatro di stato della Germania Est. Le sue opere rivelano una profonda sensibilità umana e sociale

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