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Poesie di Catullo

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Salve ragazza

Salve ragazza! Naso non hai piccolo,
ed il piede non bello, occhi non neri,
dita non lunghe, bocca non stretta,
parola non precisa nè elegante,
amica di Mamurra smidollato.
E dicono a Verona che sei bella?
E paragonano te alla mia Lesbia?
O secolo ignorante e grossolano!

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carme LXXV

Huc est mens deducta tua, mea Lesbia, culpa
atque ita se officio perdidit ipsa suo,
ut iam nec bene velle queat tibi, si optumas fias,
nec desistere amare, omnia si facias.

Traduzione:

A tal punto il mio cuore fu ridotto, mia Lesbia, per colpa tua
ed essa proprio nel suo dovere si è distrutta
perchè ormai non potrei nè volerti bene, se compissi azioni ottime,
nè smettere di amarti, se facessi di tutto.

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Solo con te dice la donna mia

Solo con te, dice la mia donna,
solo con te farei l'amore;
direi di no perfino a Giove.
Dice così, ma quel che una donna dice
a un amante innamorato
è scritto nel vento, è scritto sull'acqua.

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Oh pazzo, basta! Povero Catullo

Oh pazzo, basta! Povero Catullo,
quel che è perduto è perduto è perduto.
I tuoi occhi di paradiso li hai avuti
quando il tuo amore ti diceva vieni
tu ti precipitavi.
Così amata da te è stata lei
come nessuna da nessuno mai.
E compivate tutti gli atti d'amore
quel che volevi tu lei non voleva
i tuoi giorni di paradiso li hai avuti.
Ora non vuole più.
Debole cuore, non devi volere più
neanche tu.
Se ti ha lasciato, lasciala andare.
Perché vuoi vivere miserabilmente?
Forza, sopporta il colpo, non gli cedere!
Amore mio addio. Catullo è ora insensibile,
non ti cerca, non corre a supplicarti
per un rifiuto. Ma come soffrirai,
le sue suppliche spente!
Che sventura la tua, infelice,
e a quale vita vai incontro!
Quale uomo ti cercherà?
Chi puoi amare ancora, di chi sarai l'amante?
A chi i tuoi baci darai a chi la bocca morderai?
Catullo resisti, tu non cedere.

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viviamo

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamoci
e le chiacchiere dei vecchi troppo arcigni
consideriamole tutte un soldo bucato.
I giorni possono tramontare e ritornare;
noi, una volta che la breve luce è tramontata,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi mille altri, poi ancora cento,
poi di seguito altri mille, poi cento.
Poi, quando ne avremo totalizzate molte migliaia,
li rimescoleremo, per non conoscere il totale,
o perché nessun maligno possa gettarci il malocchio,
sapendo che è così grande il numero dei nostri baci

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