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Poesie di Charles Baudelaire

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Elevazione

Sopra gli stagni, sopra le vallate,
i monti, le foreste, le nuvole, il mare,
oltre l'etere, oltre l'astro solare,
oltre i confini delle sfere stellate,

tu, mio spirito, ti muovi con agilità,
come il buon nuotatore che gode dell'onda,
percorri gaiamente l'immensità profonda
con indicibile e virile voluttà.

Fuggi lontano da questi miasmi morbidi;
vai a purificarti in un'aria superiore,
e bevi, come un puro e divino liquore,
il chiaro fuoco che colma spazi limpidi.

Alle spalle lasciati affanni e vaste pene,
peso che grava sull'esistenza brumosa,
fortunato è colui che con ala vigorosa
sa volare nelle regioni luminose e serene.

Il mattino (di lui son allodole i pensieri)
diretto al cielo libero slancio prende,
e sulla vita plana, e facilmente intende
le cose mute e il linguaggio dei fiori!



I gatti

Un bel gatto forte, dolce e vezzoso
Passeggia nel mio cervello
Come a casa sua.
Si sente appena quando miagola,
Per quanto il tono è tenero e discreto;
Ma la voce è sempre profonda e ricca,
Sia che brontoli o s'acqueti.
Questo il suo incanto e il suo segreto.
Come penetra e filtra questa voce
Nell'intimo mio più tenebroso!
Mi riempie come un verso numeroso
E mi rallegra come un filtro!
Che quiete per i mali più crudeli!
Racchiude in sé tutte le estasi!
Non le servono parole
Per dire le più lunghe frasi.
L'unico archetto che morde
Sul perfetto strumento del mio cuore
E fa cantare più regalmente
La più vibrante corda
È la tua voce, gatto misterioso,
Gatto serafico, gatto strano!
Tutto in te, come in un angelo,
È sottile ed armonioso!

II

Che dolce profumo esala da quel pelo
Biondo e bruno!
Com'ero tutto profumato
Una sera che l'accarezzai
Una volta, una soltanto!
È lui il mio genio tutelare!
Giudica, governa e ispira
Ogni cosa nel suo impero;
È una fata?
O forse un dio?
Quando i miei occhi, attratti
Come da calamita, dolci si volgono
A quel gatto che amo
E guardo poi in me stesso,
Che meraviglia il fuoco
Di quelle pallide pupille,
Di quei chiari fanali,
Di quei viventi opali
Che fissi mi contemplano!



La pipa

Sono la pipa d'uno scrittore:
con questa faccia
d'Abissina o Cafra, si vede
che il padrone è un gran fumatore!

Se lui è pieno di dolore,
fumo come la capanna
dove si cucina
per il contadino che ritorna.

Come gli allaccio e cullo l'anima
nella rete azzurra e mobile
che sale dalla mia bocca di fuoco!

E che dittamo potente effondo
per affascinargli il cuore e guarirgli
lo spirito dalle fatiche!



Il Lete

Qui sul mio cuore, anima crudele
e sorda, vieni, tigre amata, mostro
dalle pose indolenti; le mie dita
tremanti voglio immergere nel fondo
della tua spessa chioma, lungamente;
e seppellir la testa indolenzita
nella tua gonna piena del tuo odore;
come un fiore appassito respirare
dell'amore defunto il tanfo dolce.

Voglio dormire! meglio della vita
è certo il sonno, un sonno dolce come
la morte: e sopra il tuo bel corpo lucido,
come di rame, deporrò i miei baci,
senza rimorso. Nulla può l'abisso
del letto tuo per mandar giù i placati
singhiozzi: l'oblio abita potente
sulla tua bocca; e dentro i baci tuoi
scorre l'acqua del Lete. Al mio destino,
che m'è delizia ormai, voglio obbedire
come un predestinato; e, mite martire,
condannato innocente, il cui fervore
arroventa il supplizio, sulle punte
incantate di questo eretto seno
che non ha mai imprigionato un cuore,
io succhierò il nepente e la cicuta
per annegare tutto il mio rancore.



Reversibilità

Angelo pieno di gaiezza, conosci l'angoscia?
Conosci la vergogna, i rimorsi, i singhiozzi e la noia?
Conosci i vaghi terrori di notti terribili che comprimono il cuore come carta spiegazzata?
Angelo pieno di gaiezza, conosci l'angoscia?

Angelo pieno di bontà, conosci l'odio?
Conosci i pugni stretti nell'ombra e le lacrime di fiele,
con la vendetta che batte l'infernale adunata
e si fa condottiera delle nostre facoltà?
Angelo pieno di bontà, conosci l'odio?

Angelo pieno di salute, conosci le febbri?
Se ne vanno, come esuli, cercando il raro sole
lungo gli alti muri dell'ospedale smorto,
con il piede trascinato e le labbra tremanti.
Angelo pieno di salute, conosci le febbri?

Angelo pieno di bellezza, conosci le rughe?
Conosci la paura di invecchiare e il tormento odioso
di leggere il segreto orrore della devozione
in occhi nei quali a lungo i nostri avidi bevvero?
Angelo pieno di bellezza, conosci le rughe?

Angelo pieno di felicità, gioia e splendore,
David morendo avrebbe certo chiesto forza alle emanazioni del tuo corpo d'incanto,
ma solo le preghiere io t'imploro, angelo mio,
angelo pieno di felicità, gioia e splendore!





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Poesie Charles Baudelaire (1821 - 1867) è stato un poeta, e scrittore francese, oltre che traduttore e critico letterario.
Baudelaire è uno dei più celebri esponenti dello stile di vita bohemien.
L'opera più conosciuta di Charles Baudelaire è rappresentata da I fiori del male (Le fleurs du mal, in lingua originale), in cui si ritrova il concetto del mal di vivere (Spleen) caro a Baudelaire.
Oltre alle opere letterarie si ricordano anche molti aforismi e frasi famose di Baudelaire.


Libri di Charles Baudelaire

I fiori del male
 
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La Fanfarlo
 
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