PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Poesie di Charles Bukowski

Ti piace Charles Bukowski?  


Pagine: 1234567tutte

Loro e noi

Stavano tutti fuori sulla veranda
a chiacchierare:
Hemingway, Faulkner, T. S. Eliot,
Ezra Pound, Hamsun, Wally Stevens,
E. E. Cummings e qualcun altro.
"Senti", disse mia madre, "puoi
dirgli di starsi zitti?".
"No", dissi io.
"Stanno dicendo solo fesserie", disse mio
padre, "dovrebbero trovarsi
un lavoro".
"Ce l'hanno un lavoro", dissi
io.
"Un accidenti", disse mio
padre.
"Esattamente", dissi
io.
A quel punto Faulkner entrò
dentro barcollando.
trovò il whisky nella
credenza e se lo portò
fuori.
"Una persona tremenda",
disse mia madre.
Poi si alzò e sbirciò fuori
in veranda.
"C'è una donna con loro",
disse lei, "solo che sembra un
uomo".
"È Gertrude", dissi
io.
"C'è un altro tizio che sta facendo vedere i
muscoli", disse lei, "dice di
poterli battere a tre
a tre".
"È Ernie", dissi io.
"E lui", mio padre mi indicò,
"vuole essere come loro!".
"È vero?", chiese mia madre.
"Non come loro", dissi io, "ma uno
di loro".
"Trovati uno stramaledetto lavoro",
disse mio padre.
"Statti zitto", dissi io.
"Che?".
"Ho detto, statti zitto, sto ascoltando
queste persone".
Mio padre guardò sua moglie:
"Questo non è figlio
mio!".
"Spero di no", dissi io.
Faulkner entrò di nuovo nella stanza
barcollando.
"Dov'è il telefono?",
chiese.
"A che diavolo ti serve?", chiese
mio padre.
"Ernie si è appena fatto saltare
le cervella", disse lui.
"Lo vedi cosa succede alla gente
così?", urlò mio padre.
Mi alzai
lentamente
e aiutai Bill a trovare
il
telefono.



Non restituire al mittente

La buona notizia è che sono
deperibile,
mentre la lumaca striscia sotto
la foglia,
mentre la dama nel caffè
ride una falsa risata,
mentre la Francia brucia
un crepuscolo di porpora.
sono deperibile
e questo è il bello,
mentre il cavallo scalcia
un asse della stalla,
mentre ci affrettiamo verso
il paradiso,
io sono piuttosto deperibile.
metti le scarpe sotto
il letto
allineate.
mentre ulula il cane
l'ultima rana sbuffa
e salta.



Che cosa diranno i vicini?

i miei genitori erano sempre dietro a
chiederlo,
naturalmente non mi importava un fico di
che cosa diranno i vicini.
mi facevano pena i vicini,
codardi che spiavano da dietro le
tendine.
l'intero quartiere si spiava
addosso
e negli anni trenta non c'era molto
da vedere,
eccetto me che tornavo a casa ubriaco
a tarda notte.

"finirai per uccidere tua madre,"
diceva mio padre,
"e inoltre che cosa diranno
i vicini?"

quanto a me pensavo di comportarmi
assai bene.
in un modo o in un altro
riuscivo a ubriacarmi
senza avere in tasca
il becco di un quattrino.
un trucco che mi sarebbe tornato
molto comodo
più avanti
negli anni.

a peggiorare le cose per i miei poveri
genitori
cominciai a scrivere lettere al direttore
di un giornale a larga tiratura,
che, per lo più, venivano pubblicate
e sostenevano tutte
cause impopolari.

"che cosa diranno i vicini?"
chiedevano i miei
genitori.

ma le lettere producevano risultati
interessanti - messaggi minatori,
incluse minacce di morte a mezzo posta.
inoltre mi misero in contatto
con certa gente stramba
convinta che io credessi a
tutto quello che scrivevo.

ci furono incontri segreti
in cantine e solai,
c'erano pistole,
patti,
discorsi.
quelli erano i posti
dove scroccavo da bere.
a molte di quelle assemblee
partecipavano i razzisti,
giovanotti tra
i 17 e i 23 anni.
"non vogliamo che i neri
ci fottano le donne!
devono morire!"
sfortunatamente
di donne
io non ne fottevo
proprio.
tutti gli incontri iniziavano
con il saluto sull'attenti
alla bandiera
che io giudicavo
dannatamente
infantile.
ma la maggior parte di quei giovanotti
venivano da famiglie
perbene
e dopo le assemblee
io bevevo con loro.
bevevo più che potevo
mentre blateravano.
non ho mai aperto bocca
ma non sembravano seccati.
ricordavano le mie lettere
e non sospettavano che
fossero un trucco.
non ero un essere umano
decente,
ma certo non ero in combutta
con ideologie
o gruppuscoli.
mi

[continua a leggere...]



L'uomo del Signore

eravamo sui 10-11 anni
quando andammo
dal prete.

bussammo
aprì
una cicciona sciatta-
"sì?" domandò.

"vogliamo vedere
il prete," disse uno di noi.
penso fosse Frenk
che lo
disse.

"Padre," la donna
girò la testa,
"dei ragazzi vogliono
vederla."

"falli venir
dentro," disse
il prete.

"seguitemi" disse
la cicciona sciatta.

la seguimmo.
il prete era
nello studio.
seduto alla
scrivania.

mise via
delle carte.

"sì, ragazzi?"

la cicciona
se la filò.

"ebbene," dissi io.

"ebbene," disse Frank.

"sì, ragazzi, proseguite..."

"ebbene," disse Frank,"ci
chiedevamo se c'è davvero
Iddio."

il Padre sorrise.

"ma certo
che c'è."

"e dov'è?"
domandai io.

"voi ragazzi non avete
studiato catechismo?
Dio è ovunque."

"oh" fece Frank

"grazie, Padre,
volevamo solo
esser certi" dissi io.

"non c'è problema,
ragazzi, mi fa piacere
che abbiate chiesto."

"grazie, Padre,"
disse Frank.

facemmo entrambi una specie di
inchino, poi
girammo
e uscimmo
dalla stanza.

la cicciona sciatta
ci aspettava.
ci guidò lungo il
corridoio sino alla
porta.

passeggiammo su e giù
per la via.

"mi domando se
la chiava" chiese
Frank.

guardai intorno in cerca di Dio,
poi risposi:
"certo che no"

"ma cosa fa
quando è
eccitato?"
chiese Frank

"probabilmente prega"
dissi.

"non è la stessa
cosa" disse Frank

"lui ha Dio"dissi
"non ha bisogno
di quello."

"secondo me
la chiava" disse Frank.

"ah sì?"

"già
perchè non andiamo
a chiederglielo?"

"vacci tu a chiedere"
dissi"sei tu
il curioso"

"ho paura"
disse Frank

"hai paura di Dio"
dissi

"bè tu non ce l'hai?"
domandò

"sicuro"

poi ci fermammo a un
semaforo rosso, aspettando il
turno
nessuno di noi era stato
a messa da
mesi.
era noioso.
era più divertente
parlare col
prete.

venne il verde e
attraversammo



Il punto cruciale

Troppo
Troppo poco

Troppo magro
o nessuno

Risate
o lacrime

chi odia
chi ama

estranei con le facce come
capocchie di
puntine da disegno

eserciti che coprono lungo
strade di sangue
agitando bottiglie di vino
infilando con la baionetta e scopando le vergini

Oppure un vecchio in una stanzetta
con una fotografia di Marylin Monroe

C'è al mondo una così grande solitudine
che la puoi vedere negli scatti lenti delle lancette
di una sveglia

Gente così stanca
mutilata
d'amore e disamore

Gli uomini non si trattano bene
l'un l'altro

Il ricco non tratta bene il riccio
il povero non tratta bene il povero

Abbiamo paura

E il ns sistema scolastico ci dice
che possiamo tutti essere dei grossi vincitori

Non ci ha detto niente
degli sfigati
o dei suicidi

O del terrore di uno che soffre
in qualche luogo
solo

Senza che nessuno gli parli
senza che nessuno lo tocchi

Annaffiando una pianta

Gli uomini non si trattano bene
non si trattano bene
non si trattan bene

Credo che non vi riusciranno
non glielo chiedo

Le perline dondoleranno
le nuvole rannuvoleranno
e l'assassino decapiterà il bambino
come mordesse un cono gelato

Troppo
Troppo poco
Troppo grasso
Troppo magro
o nessuno

Più carichi d'odio che amanti

La gente non sta bene insieme
se invece stesse bene
le nostre menti non sarebbero così tristi

Intanto osservo le bambine
steli
fiori del caso

Deve esserci un modo.

Di certo deve esserci un modo a cui non abbiamo ancora pensato.

Chi mi ha messo dentro questo cervello?

Urla
domanda
dice che una possibilità c'è.

Non dirà
"No"





Pagine: 1234567tutte

Poesie Charles Bukowski (1920 - 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense. La produzione di Charlese Bukowski è stata particolarmente intensa, arrivando a pubblicare oltre sessanta libri comprendendo sei romanzi, centinaia di racconti e addirittura migliaia di poesie. La sua narrazione riguarda prevalentemente la sua stessa vita, caratterizzata dall'abbinamento di scrittura, sesso, alcol, scommesse e massacranti lavori manuali. Bukowski viene spesso associato al movimento della "Beat generation" dato il suo l'anticonformismo verso la letteratura. Dalle poesie e racconti di Bukowski sono anche stati tratti diversi film.