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Poesie di Charles Bukowski

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Furbi

I furbi scendono la corrente come pesci bianchi
sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide.
I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi,
i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate,
denti splendenti.
I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi.
Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori.
Persino i loro incubi sono sogni sgargianti.
Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, financo i capelli sprizzano nitore.
Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti.
Sapete cos'è davvero la morte?
È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia.
Sapete cos'è davvero la morte?
Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito
al cameriere disprezzandovi. O peggio.



Una sfida alle tenebre

colpito in un occhio
colpito nel cervello
colpito nel culo
colpito come un fiore nella danza

meravigliandomi per come la morte vinca senza fatica
meravigliandomi per come si presti fede a stupide forme di vita
meravigliandomi per come il riso venga soffocato
meravigliandomi per come il vizio sia così una costante

presto dovrò dichiarare la mia guerra alla loro guerra
devo aggrapparmi al mio ultimo pezzo di terra
devo proteggere il piccolo spazio che ho creato e che mi ha
permesso di vivere

la mia vita non la loro morte
la mia morte non la loro morte

questo posto, questo tempo, adesso
faccio voto al sole
che ancora una volta riderò di cuore
nel luogo a me perfetto
per sempre.

la loro morte non la mia vita.



Che te ne fai di un titolo?

Non ce la fanno
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda,
qualunque cosa...
si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l'amore
respingono l'odio
respingono, respingono.

Non ce la fanno
i belli non resistono,
sono le farfalle
sono le colombe
sono i passeri,
non ce la fanno.

Una lunga fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
al sole

i belli si trovano all'angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perchè se ne sono andati,
erano tanto
belli.
non ce la fanno
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole
nel parco.



Vecchio?

in agosto avrò 73 anni,
quasi ora di fare le valigie
per un salto nel vuoto
ma due cose
mi trattengono:
non ho ancora scritto
abbastanza poesie
e poi il vecchio
che abita nella casa
di fianco alla mia.
vivo e vegeto,
a 96 anni.
picchia sulla finestra
col bastone
e manda baci
a mia moglie.
capisce tutto,
schiena dritta,
passo svelto,
guarda troppa tivù
ma noi
allora?
ogni tanto vado a trovarlo,
ciacola
ma non dice cazzate,
tende a ripetersi
un poco
ma vale quasi la pena
di riascoltarlo.
ero da lui
un giorno e ha detto:
"sai, presto
tirerò le cuoia..."
"mah,"ho detto io, "non ne sono
così sicuro..."
"io sì," ha detto,
"perciò, che ne diresti
di fare un cambio con casa mia?"
"certo la tua è carina."
"ma non so se puoi darmi
quello che voglio in cambio..."
"dipende, mettimi alla prova."
"bè," ha detto, "vorrei un nuovo
paio di testicoli."
Quando morirà il vicino
sarà difficile riempire
il gran vuoto che lascia.
mi sono
spiegato?



L'uomo del Signore

eravamo sui 10-11 anni
quando andammo
dal prete.

bussammo
aprì
una cicciona sciatta-
"sì?" domandò.

"vogliamo vedere
il prete," disse uno di noi.
penso fosse Frenk
che lo
disse.

"Padre," la donna
girò la testa,
"dei ragazzi vogliono
vederla."

"falli venir
dentro," disse
il prete.

"seguitemi" disse
la cicciona sciatta.

la seguimmo.
il prete era
nello studio.
seduto alla
scrivania.

mise via
delle carte.

"sì, ragazzi?"

la cicciona
se la filò.

"ebbene," dissi io.

"ebbene," disse Frank.

"sì, ragazzi, proseguite..."

"ebbene," disse Frank,"ci
chiedevamo se c'è davvero
Iddio."

il Padre sorrise.

"ma certo
che c'è."

"e dov'è?"
domandai io.

"voi ragazzi non avete
studiato catechismo?
Dio è ovunque."

"oh" fece Frank

"grazie, Padre,
volevamo solo
esser certi" dissi io.

"non c'è problema,
ragazzi, mi fa piacere
che abbiate chiesto."

"grazie, Padre,"
disse Frank.

facemmo entrambi una specie di
inchino, poi
girammo
e uscimmo
dalla stanza.

la cicciona sciatta
ci aspettava.
ci guidò lungo il
corridoio sino alla
porta.

passeggiammo su e giù
per la via.

"mi domando se
la chiava" chiese
Frank.

guardai intorno in cerca di Dio,
poi risposi:
"certo che no"

"ma cosa fa
quando è
eccitato?"
chiese Frank

"probabilmente prega"
dissi.

"non è la stessa
cosa" disse Frank

"lui ha Dio"dissi
"non ha bisogno
di quello."

"secondo me
la chiava" disse Frank.

"ah sì?"

"già
perchè non andiamo
a chiederglielo?"

"vacci tu a chiedere"
dissi"sei tu
il curioso"

"ho paura"
disse Frank

"hai paura di Dio"
dissi

"bè tu non ce l'hai?"
domandò

"sicuro"

poi ci fermammo a un
semaforo rosso, aspettando il
turno
nessuno di noi era stato
a messa da
mesi.
era noioso.
era più divertente
parlare col
prete.

venne il verde e
attraversammo





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Poesie Charles Bukowski (1920 - 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense. La produzione di Charlese Bukowski è stata particolarmente intensa, arrivando a pubblicare oltre sessanta libri comprendendo sei romanzi, centinaia di racconti e addirittura migliaia di poesie. La sua narrazione riguarda prevalentemente la sua stessa vita, caratterizzata dall'abbinamento di scrittura, sesso, alcol, scommesse e massacranti lavori manuali. Bukowski viene spesso associato al movimento della "Beat generation" dato il suo l'anticonformismo verso la letteratura. Dalle poesie e racconti di Bukowski sono anche stati tratti diversi film.