Poesie di Charles Bukowski - Pagina 6
PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Poesie di Charles Bukowski

Ti piace Charles Bukowski?  


Pagine: 1234567tutte

L'uomo dagli occhi meravigliosi

Quando eravamo bambini c'era una casa strana.
Gli scuri erano sempre chiusi.
Non sentivamo voci venire da dentro.
Il giardino era pieno di canne di bambù.
Ci divertivamo a giocare tra i bambù.
Fingevamo di essere Tarzan
anche se mancava Jane.
C'era un grande stagno
con i pesci rossi più grassi del mondo.
Erano addestrati.
Salivano in superficie
per prendere dalle nostre mani le briciole di pane.
I nostri genitori ci avevano detto:
"Non avvicinatevi a quella casa."
Naturalmente ci andammo.
Ci chiedevamo se qualcuno si abitasse.
Passavano le settimane, ma nessuno si vedeva.
Un giorno sentimmo una voce provenire dalla casa.
"Maledetta puttana!"
Era la voce di un uomo.
Poi la porta di casa si spalancò
e l'uomo ne uscì.
Teneva una pinta di whisky nella mano destra.
Avrà avuto 30 anni.
Aveva un sigaro in bocca e la barba non rasata.
I suoi capelli erano ribelli e spettinati
ed era scalzo in canottiera e pantaloni.
Ma gli occhi erano luminosi.
Splendevano.
E disse: "Signorini!
Spero vi stiate divertendo!"
Poi fece una risatina e tornò nella casa.
Ce ne tornammo nel giardino dei miei genitori
per riflettere sulla cosa.
Arrivammo alla conclusione che i nostri genitori
volevano tenerci lontani da lì
perché non volevano che vedessimo un uomo come quello,
un uomo forte dagli occhi meravigliosi.
Si vergognavano di non essere come lui,
per questo volevano tenercene alla larga.
Ma noi tornammo a quella casa e alle canne di bambù
e ai pesci addomesticati.
Tornammo tante volte e per molte settimane di seguito,
ma non vedemmo né sentimmo più quell'uomo.
Gli scuri erano chiusi come sempre
e tutto era silenzioso.
Un giorno mentre tornavamo da scuola
vedemmo la casa.
Era bruciata, non era rimasto niente.
Solo delle fondamenta fumanti.
Corremmo allo stagno dei pesci rossi e non c'era più l'acqua.
I grassi pesci rossi erano morti.
Tornammo al giardino dei miei a parlarne.
Secondo noi i nostri genitori avevano bruciato l

[continua a leggere...]



La donna ideale

sogno di un uomo
è una puttana con un dente d'oro
e il reggicalze,
profumata
con ciglia finte
rimmel
orecchini
mutandine rosa
l'alito che sa di salame
tacchi alti
calze con una piccolissima smagliatura
sul polpaccio sinistro,
un po' grassa,
un po' sbronza,
un po' sciocca e un po' matta
che non racconta barzellette sconce
e ha tre verruche sulla schiena
e finge di apprezzare la musica sinfonica
e che si ferma una settimana
solo una settimana
e lava i piatti e fa da mangiare
e scopa e fa i pompini
e lava il pavimento della cucina
e non mostra le foto dei suoi figli
né parla del marito o ex-marito
di dove è andata a scuola o dov'è nata
o perché l'ultima volta è finita in prigione
o di chi è innamorata,
si ferma solo una settimana
solo una settimana
e fa quello che deve fare
poi se ne va e non torna più indietro
a prendere l'orecchino che ha dimenticato sul comò.



Un uccello azzurro

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c'è lui

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?



Che te ne fai di un titolo?

Non ce la fanno
i belli muoiono tra le fiamme:
sonniferi, veleno per i topi, corda,
qualunque cosa...
si strappano le braccia,
si buttano dalla finestra,
si cavano gli occhi dalle orbite,
respingono l'amore
respingono l'odio
respingono, respingono.

Non ce la fanno
i belli non resistono,
sono le farfalle
sono le colombe
sono i passeri,
non ce la fanno.

Una lunga fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
una fiammata, una bella fiammata
mentre i vecchi giocano a dama nel parco
al sole

i belli si trovano all'angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perchè se ne sono andati,
erano tanto
belli.
non ce la fanno
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole
nel parco.



Non restituire al mittente

La buona notizia è che sono
deperibile,
mentre la lumaca striscia sotto
la foglia,
mentre la dama nel caffè
ride una falsa risata,
mentre la Francia brucia
un crepuscolo di porpora.
sono deperibile
e questo è il bello,
mentre il cavallo scalcia
un asse della stalla,
mentre ci affrettiamo verso
il paradiso,
io sono piuttosto deperibile.
metti le scarpe sotto
il letto
allineate.
mentre ulula il cane
l'ultima rana sbuffa
e salta.





Pagine: 1234567tutte

Poesie Charles Bukowski (1920 - 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense. La produzione di Charlese Bukowski è stata particolarmente intensa, arrivando a pubblicare oltre sessanta libri comprendendo sei romanzi, centinaia di racconti e addirittura migliaia di poesie. La sua narrazione riguarda prevalentemente la sua stessa vita, caratterizzata dall'abbinamento di scrittura, sesso, alcol, scommesse e massacranti lavori manuali. Bukowski viene spesso associato al movimento della "Beat generation" dato il suo l'anticonformismo verso la letteratura. Dalle poesie e racconti di Bukowski sono anche stati tratti diversi film.