username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Poesie di Dante Alighieri

Ti piace Dante Alighieri?  


Pagine: 123456tutte

Sonar bracchetti

Sonar bracchetti, e cacciatori aizzare,
lepri levare, ed isgridar le genti,
e di guinzagli uscir veltri correnti,
per belle piagge volgere e imboccare
assai credo che deggia dilettare
libero core e van d'intendimenti.
Ed io, fra gli amorosi pensamenti,
d'uno sono schernito in tale affare;
e dicemi esto motto per usanza:
«Or ecco leggiadria di gentil core,
per una sì selvaggia dilettanza
lasciar le donne e lor gaia sembianza».
Allor, temendo non che senta Amore,
prendo vergogna, onde mi ven pesanza.

   0 commenti     di: Dante Alighieri


La dispietata mente

La dispietata mente, che pur mira
di retro al tempo che se n'è andato,
da l'un de' lati mi combatte il core;
e 'l disio amoroso, che mi tira
ver lo dolce paese c'ho lasciato,
d'altra part'è con la forza d'Amore;
né dentro i' sento tanto di valore,
che lungiamente i' possa far difesa,
gentil madonna, se da voi non vene:
però, se a voi convene
ad iscampo di lui mai fare impresa,
piacciavi di mandar vostra salute,
che sia conforto de la sua virtute.
Piacciavi, donna mia, non venir meno
a questo punto al cor che tanto v'ama,
poi sol da voi lo suo soccorso attende;
ché buon signor già non ristringe freno
per soccorrer lo servo quando 'l chiama,
ché non pur lui, ma suo onor difende.
E certo la sua doglia più m'incende,
quand'i' mi penso ben, donna, che vui
per man d'Amor là entro pinta sete:
così e voi dovete
vie maggiormente aver cura di lui;
ché Que' da cui convien che 'l ben s'appari,
per l'imagine sua ne tien più cari.
Se dir voleste, dolce mia speranza,
di dare indugio a quel ch'io vi domando,
sacciate che l'attender io non posso;
ch'i' sono al fine de la mia possanza.
E ciò conoscer voi dovete, quando
l'ultima speme a cercar mi son mosso;
ché tutti incarchi sostenere a dosso
de' l'uomo infin al peso ch'è mortale,
prima che 'l suo maggiore amico provi,
poi non sa qual lo trovi:
e s'elli avven che li risponda male,
cosa non è che costi tanto cara,
che morte n'ha più tosto e più amara.
E voi pur sete quella ch'io più amo,
e che far mi potete maggior dono,
e 'n cui la mia speranza più riposa;
che sol per voi servir la vita bramo,
e quelle cose che a voi onor sono
dimando e voglio: ogni altra m'è noiosa.
Dar mi potete ciò ch'altri non m'osa,
ché 'l sì e 'l no di me in vostra mano
ha posto Amore; ond'io grande mi tegno.
La fede ch'eo v'assegno
muove dal portamento vostro umano;
ché ciascun che vi mira, in veritate
di fuor conosce che dentro è

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Dante Alighieri


Donne ch'avete

Donne ch'avete intelletto d'amore,
i' vo' con voi de la mia donna dire,
non perch'io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente.
Io dico che pensando il suo valore,
Amor sì dolce mi si fa sentire,
che s'io allora non perdessi ardire,
farei parlando innamorar la gente.
E io non vo' parlar sì altamente
ch'io divenisse per temenza vile;
ma tratterò del suo stto gentile
a respetto di lei leggeramente,
donne e donzelle amorose, con vui
ché non è cosa da parlarne altrui.

Angelo clama il divino intelletto
e dice: "Sire, nel mondo si vede
maraviglia ne l'atto che procede
d'un anima che 'nfin qua su risplende".
Lo cielo, che non have altro difetto
che d'aver lei, al suo segnor la chiede,
e ciascun santo ne grida merzede.
Sola Pietà nostra parte difende,
che parla Dio che di madonna intende:
"Diletti miei, or soffrirete in pace
che vostra spene sia quanto me piace
là 'vè alcun che perder lei s'attende,
e che dirà ne lo inferno:O mal nati,
io vidi la speranza dei beati."

Madonna è disiata in sommo cielo:
or voi di sua virtù farvi savere.
Dico, qual vuol gentil donna parere
vada con lei, che quando va per via,
gitta nei cor villani Amore un gelo;
per che onne lor pensiero agghiaccia e pere;
e qual soffrisse di starla a vedere
diverria nobil cosa o si morria.
E quando trova alcun che degno sia
di veder lei, quei prova sua virtute,
che li avvien, ciò che li dona, in salute,
e sì l'umilia, ch'ogni offesa oblia.
Ancor l'ha Dio per maggior grazia dato
che non può mal finir chi l'ha parlato.

Dice di lei Amor: "Cosa mortale
come esser po', sì adorna e sì pura?"
Poi la riguarda, e fra se stesso giura
che Dio ne intenda di far cosa nova.
Color di perle ha quasi, in forma quale
convene a donna aver, non for misura;
ella è quanto de ben po' far natura;
per esempio di lei bieltà si prova.
De li occhi suoi, come ch'ella li mova,
escono spirti d'amore infiammati,
che feron li occhi a qual che allor la g

[continua a leggere...]

   2 commenti     di: Dante Alighieri


Se Lippo amico

Se Lippo amico se' tu che mi leggi,
davanti che proveggi
a le parole che dir ti prometto,
da parte di colui che mi t'ha scritto
in tua balia mi metto
e recoti salute quali eleggi.
Per tuo onor audir prego mi deggi
e con l'udir richeggi
ad ascoltar la mente e lo 'ntelletto:
io che m'appello umile sonetto,
davanti al tuo cospetto
vegno perché al non caler non feggi.
Lo qual ti guido esta pulcella nuda,
che ven di dietro a me sì vergognosa
ch'a torno gir non osa,
perch'ella non ha vesta in che si chiuda;
e priego il gentil cor che 'n te riposa
che la rivesta e tegnala per druda,
sì che sia conosciuda
e possa andar là 'vunque è disiosa.

   0 commenti     di: Dante Alighieri


Per una ghirlandetta

Per una ghirlandetta
ch'io vidi, mi farà
sospirare ogni fiore.
I' vidi a voi, donna, portare
ghirlandetta di fior gentile,
e sovr'a lei vidi volare
un angiolel d'amore umile;
e 'n suo cantar sottile
dicea: «Chi mi vedrà
lauderà 'l mio signore».
Se io sarò là dove sia
Fioretta mia bella a sentire,
allor dirò la donna mia
che port'in testa i miei sospire.
Ma per crescer disire
mia donna verrà
coronata da Amore.
Le parolette mie novelle,
che di fiori fatto han ballata,
per leggiadria ci hanno tolt'elle
una vesta ch'altrui fu data:
però siate pregata,
qual uom la canterà,
che li facciate onore.

   0 commenti     di: Dante Alighieri




Pagine: 123456tutte

Dante Alighieri ()

Potrebbero interessarti anche