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Poesie di Dante Alighieri

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Un dì si venne a me Malinconia

Un dì si venne a me Malinconia
e disse: <<Io voglio un poco stare teco>>;
e parve a me ch'ella menasse seco
Dolore e Ira per sua compagnia.

E io le dissi: <<Partiti, va via>>;
ed ella mi rispose come un greco:
e ragionando a grande agio meco,
guardai e vidi Amore, che venia

vestito di novo d'un drappo nero,
e nel suo capo portava un cappello;
e certo lacrimava pur di vero.

Ed eo li dissi: <<Che hai, cattivello?>>.
Ed el rispose: <<Eo ho guai e pensero,
ché nostra donna mor, dolce fratello>>.

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a Dante da Meano

Savete giudicar vostra ragione
o om che pregio di saver portate;
per che, vitando aver con voi quistione,
com so rispondo a le parole ornate.
Disio verace, u' rado fin si pone,
che mosse di valore o di bieltate,
imagina l'amica oppinione
significasse il don che pria narrate.
Lo vestimento, aggiate vera spene
che fia, da lei cui desiate, amore;
e 'n ciò provide vostro spirto bene:
dico, pensando l'ovra sua d'allore.
La figura che già morta sorvene
è la fermezza ch'averà nel core.

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Non mi poriamo già

Non mi poriano già mai fare ammenda
del lor gran fallo gli occhi miei, sed elli
non s'accecasser, poi la Garisenda
torre miraro co' risguardi belli,
e non conobber quella (mal lor prenda)
ch'è la maggior de la qual si favelli:
però ciascun di lor voi' che m'intenda
che già mai pace non farò con elli;
poi tanto furo, che ciò che sentire
doveano a ragion senza veduta,
non conobber vedendo; onde dolenti
son li miei spirti per lo lor fallire,
e dico ben, se 'l voler non mi muta,
ch'eo stesso li uccidrò, que' scanoscenti.

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A Cino da Pistoia

I
I' ho veduto già senza radice
legno ch'è per omor' tanto gagliardo,
che que' che vide nel fiume lombardo
cader suo figlio, fronde fuor n'elice;
ma frutto no, però che ' contradice
natura, ch'al difetto fa riguardo,
perché conosce che saria bugiardo
sapor non fatto da vera notrice.
Giovane donna a cotal guisa verde
talor per gli occhi si a dentro è gita,
che tardi poi è stata la partita.
Periglio è grande in donna sì vestita:
però l'affronto de la gente verde
parmi che la tua caccia non seguer de'.

Perch'io non trovo chi meco ragioni
del signor a cui siete voi ed io,
conviemmi sodisfare al gran disio
ch'i' ho di dire i pensamenti boni.
Null'altra cosa appo voi m'accagioni
del lungo e del noioso tacer mio
se non il loco ov'i' son, ch'è sì rio,
che ' ben non trova chi albergo li doni.
Donna non ci ha ch'Amor le venga al volto,
né omo ancora che per lui sospiri;
e chi 'l facesse, qua sarebbe stolto.
Oh, messer Cin, come 'l tempo è rivolto
a danno nostro e de li nostri diri,
da po' che 'l ben è si poco ricolto.

II
Io sono stato con Amore insieme
da la circulazione del sol mia nona,
e so com'egli affrena e come sprona
e come sotto lui si ride e geme.
Chi ragione o virtù contra gli sprieme,
fa come que' che 'n la tempesta sona,
credendo far colà dove si tona
esser le guerre de' vapori sceme.
Però nel cerchio de la sua palestra
liber arbitrio già mai non fu franco,
sì che consiglio invan vi si balestra.
Ben può con nuovi spron punger lo fianco,
e qual che sia 'l piacer ch'ora n'addestra,
seguitar si convien, se l'altro è stanco.

Perch'io non trovo chi meco ragioni
del signor a cui siete voi ed io,
conviemmi sodisfare al gran disio
ch'i' ho di dire i pensamenti boni.
Null'altra cosa appo voi m'accagioni
del lungo e del noioso tacer mio
se non il loco ov'i' son, ch'è sì rio,
che ' ben non trova chi albergo li doni.
Donna non ci ha ch'A

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Ne li occhi porta

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
per che si fa gentil ciò ch'ella mira,
ov'ella passa, ogn'om ver lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core,
sì che, bassando il viso, tutto smore,
e d'ogni suo difetto allor sospira,
fugge dinanzi a lei superbia ed ira.
Aiutatemi, donne, farle onore.
Ogne dolcezza, ogne pensero umile
nasce nel core a chi di parlar la sente,
ond'è laudato chi prima la vide.
Quel ch'ella par quando un poco sorride
non si po' dicer nè tenere a mente,
si è novo miracolo e gentile.

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