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Poesie di Edgar Allan Poe

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Pagine: 123tutte

Alla Scienza

O scienza! Vera figlia del passato
che scruti e muti il mondo col tuo sguardo!
Perché saccheggi il cuore del poeta,
rapace dalle ali di squallida realtà?
Dovrebbe amarti, lui? Stimarti saggia?
Tu non volevi lasciarlo vagare
in cerca di tesori nei cieli ingioiellati,
benché si alzasse in volo con audacia.
Non hai strappato Diana dal suo carro?
Cacciato l'Amadriade dal suo bosco
a rifugiarsi su astri più felici?
Non hai rubato tu l'acqua alla Naiade,
la verde erbetta all'Elfo, e infine a me
il sogno estivo sotto il tamarindo?

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Spiriti dei morti

Sol si trova'il tuo respiro
tra oscur pensier di lapidi
e con nessun della folla che scruti
l'intima tua ora segreta.
Sii silente in tal eremo
che non e abbandono-poiche
gli spiriti dei morti che ebber
vita innanzi, ancor son
morte attorno e a lor voler
ombra sopra a te porranno-sii fermo.
La notte, pur chiara, esibira il suo cipiglio.
Non faranno le stelle le stelle piu veglia
Dall'alto dei tron della volta
con luce di speme dagli uomini si accolta.
I lor globi purpurei, privi di raggi,
a te, consunto, saranno miraggi
di febbre e di fuoce
che eterni ardean sul tuo loco.
I pensier tuoi non proibiranno,
ne le vision mai svaniranno;
Eterne, come rugiada sull'erba.
Fermo e il respiro e la brezza divina,
e la nebbia sulla collina.
In ombra, in ombra, intatta in suo regno
e un simbol, un segno.
Sugli alber sospesa, si mera:
Mister dei misteri!

   0 commenti     di: Edgar Allan Poe


Terra di fate

Valli di nebbia, fiumi tenebrosi
e boschi che somigliano alle nuvole:
poi che tutto è coperto dalle lacrime
nessuno può distinguerne le forme.
Enormi lune sorgono e tramontano
ancora, ancora, ancora...
in ogni istante
della notte inquiete, in un mutare
incessante di luogo.
E così
spengono la luce delle stelle
col sospiro del loro volto pallido.
Poi viene mezzanotte sul quadrante lunare
ed una più sottile delle altre
(di una specie che dopo lunghe prove
fu giudicata la migliore)
scende giù,
sempre giù, ancora giù,
fin quando
il suo centro si posa sulla cima
di una montagna, come una corona,
mentre l'immensa superficie,
simile a un arazzo,
s'adagia sui castelli
e sui borghi (dovunque essi si trovino)
e si distende su strane foreste,
sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,
sulle cose che dormono e un immenso
labirinto di luce le ricopre.
Allora si fa profonda - profonda! -
la passione del sonno in ogni cosa.
Al mattino, nell'ora del risveglio,
il velo della luna si distende
lungo i cieli in tempesta e,
come tutte le cose,
rassomiglia ad un giallo albatro.
Ma quella luna non è più la stessa:
più non sembra una tenda stravagante.
A poco a poco i suoi esili atomi
si disciolgono in pioggia: le farfalle
che dalla terra salgono a cercare
ansiose il cielo e subito discendono
(creature insoddisfatte!) ce ne portano
solo una goccia sulle ali tremanti.

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Eldorado

Col suo gaio cimiero,
un ardito cavaliere,
sotto il sole e in fitta ombra,
già da tempo andava errando
e cantava una canzone
ricercando l'Eldorado.

Ma diventò vecchio intanto
questo prode cavaliere
e gli calò sul cuore
un'ombra, che non trovava
mai terra o luogo
somigliante all'Eldorado.

E quando le forze
l'abbandonarono infine,
incontrò un'ombra pellegrina
"Ombra", egli chiese,
"dove mai si troverà
questa terra d'Eldorado?"

"Oltre ai Monti
della Luna,
giù nella Valle delle Tenebre,
cavalca, cavalca intrepido",
così l'ombra gli rispose
"se vai in cerca d'Eldorado!".

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Annabel Lee

Or son molti e molti anni
che in un regno in riva al mare
viveva una fanciulla che col nome
chiamerete di Annabel Lee:
e viveva questa fanciulla con non altro pensiero
che d'amarmi e d'essere amata da me.

Io ero un bimbo e lei una bimba,
in questo regno in riva al mare;
ma ci amavamo d'un amore ch'era più che amore
io e la mia Annabel Lee
d'un amore che gli alati serafini in cielo
invidiavano a lei ed a me.

E fu per questo che -oh, molto tempo fa-
in questo regno in riva al mare
un vento soffiò da una nube, raggelando
la mia bella Annabel Lee;
così che vennero i suoi nobili parenti
e la portarono da me lontano
per rinchiuderla in un sepolcro
in questo regno in riva al mare.

Gli angeli, non così felici in cielo come noi,
a lei e a me portarono invidia -
oh sì! E fu per questo (e tutti ben lo sanno
in questo regno in riva al mare)
che quel vento irruppe una notte dalla nube
raggelando e uccidendo la mia bella Annabel Lee.

Ma molto era più forte il nostro amore
che l'amor d'altri di noi più grandi-
che l'amor d'altri di noi più savi-
e né gli angeli lassù nel cielo
né i demoni dentro il profondo mare
mai potran separare la mia anima dall'anima
della bella Annabel Lee:

giacché mai raggia la luna che non mi porti sogni
della bella Annabel Lee;
e mai stella si leva ch'io non senta i fulgenti occhi della bella ANNABEL LEE:
e così, nelle notti, al fianco io giaccio
del mio amore - mio amore - mia vita e mia sposa,
nel suo sepolcro lì in riva al mare,
nella sua tomba in riva al risonante mare.

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Edgar Allan Poe e' stato poeta e scrittore, considerato l'inventore del genere 'giallo' per racconti come 'I delitti della Rue Morgue' e dell'orrore per 'Il gatto nero'. Orfano di madre e abbandonato dal padre viene cresciuto dalla famiglia Allan senza mai una legale adozione. Abbandona l'università a causa dei debiti contratti al gioco d'azzardo e si arruola a West Point anche se verrà cacciato a causa della sua mancanza di disciplina. Nel frattempo pubblica i suoi racconti grazie a dei concorsi letterari riuscendo a diventare nel 1835 vicedirettore di un famoso giornale di Richmond. Si sposa con la cugina Virginia, che morirà giovane pochi anni dopo il matrimonio. Poe perso nella disperazione si dà all'alcool. Nel 1849, anno della sua morte, Edgar Allan Poe ha già pubblicato con successo opere come 'Ligeia', 'Il pozzo e il pendolo' e la sua poesia più famosa 'Il corvo'.