Poesie di Elsa Morante
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Poesie di Elsa Morante

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Avventura

Hai tu un cuore? La leggenda vuole che tu non l'abbia.
Al vedermi, che per te mi consumo d'amore,
tutti mi dicono: "Ah, pazza, mangiata dalle streghe, rosa dalle fole,
soldato d'imprese disperate, marinaio senza veli né remi,
dove t'avventuri? in quali deserti di sabbia,
dietro Morgane, e fuochi fatui, e larve canzonatrici
tu vuoi spegnere la tua sete nella solitaria morte!
Ah, chi ti gettò questa rete, povero pesciolino?"
Così dice la gente; ma lasciamo che dica!
A chi di te mi sparla, nemica io mi giurai.
Per te, mio santo capriccio, volto divino,
senz'armi e senza bussola sono partita.
Non v'è riposo alla speranza mai.
A difficili amori io nacqui.

Come una rosa in un giardino
d'Africa o d'Asia assai lontano,
come una bandiera alzata
in cima a una nave pirata,
come uno scudo d'argento
appeso in un barbaro tempio,
difficile splende il tuo cuore
il tuo frivolo, indolente cuore,
l'eroico, femmineo tuo cuore.
il tuo regale, intatto cuore,
il cuore dell'amore mio.
Io credo nel tuo cuore!

Le caverne terrestri son tutte una gioielleria.
Funerea primavera per le mie feste vanesie,
l'ametista viola e l'agata lunare
e i diamanti simili a rose cangianti
e il topazio vetrino, il topazio d'oro.
Hanno i cristalli aloni e code di fuoco,
mille comete e lune per la mia notte.
M'offron conchiglie i golfi, e giochi oceanici,
e il cielo boreale riposi e meditazioni.
Dolcezze ha l'aranceto, come salive d'amore,
e l'Asia graziose belve, mie tenere schiave.
Le Maestà dei re conversazioni m'accordano,
e al mio comando s'accendono circhi e teatri.
Ma alla conquista io partii d'un frutto aspro.
Il tuo cuore: altro frutto non voglio mordere.
Non voglio i doni terrestri, al mio potere mi nego.
Il solo mio volere è questa impresa!
Alla conquista d'un frutto amaro andai.
Le cose amare sono le più care.

Segreta, lo so, è la stanza del prezioso cuore ch'io cerco.
Lungo e incerto il viaggio fino al nido
di questa civetta-fenice.
Inespe

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