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Poesie di Ernest Hemingway

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Augurio

Canto per i critici
Con le tasche piene di ranno
Ventiquattro critici
Che con me ce l'hanno
Sperano che crepi
Che ti lasci andare
Per poter essere i primi
I primi ad annunciare
Ogni sintomo di debolezza o di rapido declino.
(Sono tutti uguali, il tedio è genuino,
sordide catastrofi, bara col destino,
gente volgarissima, personaggi da strapazzo,
tossicomani, soldati, prostitute,
uomini senza cazzo *)
Se non vi garbano, io certo non vi adulo
E invece d'un consiglio mi compiaccio
Ficcateveli su per il culo
Questo, ragazzi, è l'augurio che vi faccio.



Dio è andato in villeggiatura

Dio è andato in villeggiatura
Madida di sudore, la città tira avanti senza di lui.
Piangono i bimbi nell'afa notturna
Tenendo svegli gli uomini che la mattina devono andare al lavoro.
Il caldo ha fatto chiudere i teatri di varietà
Le ciccione piacciono poco
Quando fa caldo
Anche ai frequentatori dello Star and Carter.
John Timothy Stone Lo ha seguito in montagna.
In autunno sarà di nuovo qui
Porterà dalla montagna la parola del Signore
Dio non resta mai troppo tempo lontano dalla città.



D'Annunzio

Mezzo milione di mangiaspaghetti morti
E che gusto ci ha provato
Quel figlio di puttana



A certi bravi ragazzi morti

Ci hanno potuto;
Il re e la patria,
Cristo Onnipotente
E tutto il resto.
Patriottismo,
Democrazia,
Onore...
Parole e frasi,
Ci hanno ferito o ucciso.



Il sangue non è acqua

"Il sangue non è acqua,"
Disse il giovanotto
Mentre accoltellava l'amico
Per una vecchia megera sdentata
E una casa piena di bugie.





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