Poesie di Federico Garcia Lorca - Pagina 3
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Poesie di Federico Garcia Lorca

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Canzoncina del primo desiderio

Nella mattina verde,
volevo essere cuore.
Cuore.
E nella sera matura
volevo essere usignolo.
Usignolo.
(Cuore, diventa color arancio.
Cuore,
diventa color d'amore.)
Nella mattina viva,
volevo essere io.
Cuore.
E nella sera tramontata
volevo essere la mia voce.
Usignolo.
Cuore, diventa color d'arancio!
Cuore,
diventa color d'amore!



La banderuola caduta

Il duro cuore della banderuola
nel libro del tempo.
(Una pagina la terra
e l'altra il cielo.)
Cadde dolente sulle lettere
di vecchi tetti.
Lirico fiore di torre
e luna dei venti,
abbandona il filo della croce
e disperde i suoi petali,
per cadere sulle lastre fredde
mangiata dal bruco
degli echi.

Giaci sotto un'acacia.
Memento!
Non potevi battere
perché eri di ferro...
Ma avevi la forma
e doveva bastarti!

Nasconditi sotto il verde
limo,
a cercare la tua gloria
di fuoco,
mentre ti invocano
tristi le torri da lontano
e senti nelle banderuole
stridere i tuoi compagni.
Nasconditi sotto la coperta
verde del tuo letto.
Perché né la bianca monaca,
né il cane,
né la luna calante,
né la stella,
né il fosco sacrestano
del convento,
ricorderanno i tuoi gridi
d'inverno.
Nasconditi lentamente
perché se no
gli straccivendoli
ti prenderanno.
Potessi darti
per compagno
questo mio cuore
così incerto!



Gazzella dell'amore imprevisto

Nessuno capiva il profumo
Dell'oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
Un colibrì d'amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
Sulla piazza con la luna della tua fronte,
Mentre per quattro notti io stringevo
La tua vita, nemica della neve.

Fra i gessi e i gelsomini, il tuo sguardo
Era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
Le lettere d'avorio che dicono sempre

Sempre, sempre: giardino della mia agonia,
Il tuo corpo fuggitivo per sempre,
Il sangue delle tue vene nella mia bocca.
La tua bocca senza luce per la mia morte.



Casida del pianto

Ho chiuso la finestra
perché non voglio sentire il pianto,
ma al di là dei muri
non si sente che il pianto.

Ci sono pochi angeli che cantino,
ci sono pochissimi cani che latrino,
mille violini stanno sulla palma della mia mano.

Ma il pianto è un cane immenso,
il pianto è un angelo immenso,
il pianto è un violino immenso,
le lacrime mordono il vento
e non si sente altro che il pianto.



Le sei corde

La chitarra
fa piangere i sogni.
Il singhiozzo delle anime
perdute
sfugge dalla sua bocca
rotonda.
E come la tarantola,
tesse una grande stella
per sorprendere i sospiri
che tremano nella sua nera
cisterna di legno.





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Poesie Federico Garcia Lorca (1898-1936) è stato un celebre poeta e scrittore spagnolo.
Garcia Lorca muore durante la Guerra civile spagnola, ucciso dai seguaci di Franco a causa del suo dichiarato favore verso le forze repubblicane.
Una spiccata capacità introspettiva lo ha reso cantore di ogni cosa esistente: la vita, l'amore, la morte, gli alberi, la sua chitarra e la sua tristezza.

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