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Poesie di Giorgio Caproni

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A mio figlio Attilio Mauro che ha il nome di mio padre

Portami con te lontano
... lontano...
nel tuo futuro.

Diventa mio padre, portami
per la mano
dov'è diretto sicuro
il tuo passo d'Irlanda
l'arpa del tuo profilo
biondo. alto
già più di me che inclino
già verso l'erba.
Serba
di me questo ricordo vano
che scrivo mentre la mano
mi trema.
Rema
con me negli occhi allargo
del tuo futuro, mentre odo
(non odio) abbrunato il sordo
battito del tamburo
che rulla - come il mio cuore: in nome
di nulla - la Dedizione.

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Ritorno

Sono tornato là
dove non ero mai stato.
Nulla, da come non fu, è mutato.
Sul tavolo (sull'incerato
a quadretti) ammezzato
ho ritrovato il bicchiere
mai riempito. Tutto
è ancora rimasto quale
mai l'avevo lasciato.

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Atque in perpetuum, frater...

Atque in perpetuum, frater...
Quanto inverno, quanta
neve ho attraversato, Piero,
per venirti a trovare.

Cosa mi ha accolto?

Il gelo
della tua morte, e tutta
tutta quella neve bianca
di febbraio - il nero
della tua fossa.

Ho anch'io
detto le mie preghiere
di rito.

Ma solo,
Piero, per dirti addio
e addio per sempre, io
che in te avevo il solo e vero
amico, fratello mio.

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... Perch'io che nella notte abito solo

... perch’io, che nella notte abito solo
anch’io, di notte, strusciando un cerino
sul muro, accendo cauto una candela
e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto
bianca nella mia mente –apro una vela
timida nella tenebra, e il pennino
che mi bagna la mente...
strusciando che mi scricchiola, anch’io scrivo.

da "Il seme del piangere"

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Show

Guardateli bene in faccia.
Guardateli.

Alla televisione,

magari, in luogo
di guardar la partita.
Son loro, i "governanti".
Le nostre "guide".
I "tutori"
- eletti - della nostra vita.

Guardateli.

Ripugnanti.

Sordidi fautori
dell'"ordine", il limo
del loro animo tinge
di pus la sicumera
dei lineamenti

Sono
(ben messi!) i nostri
illibati Ministri.
Sono i Senatori.
I sinistri
- i provvidi! - Sindacalisti.

"Lottano" per il bene
del paese.
Contro i Terroristi
e la Mafia.

Loro,
che dentro son più tristi
dei più tristi eversori.
Arrampichini.
Arrivisti.

In nome del Popolo (Avanti!
Sempre Avanti!), in perfetta
Unità arraffano
capitali - si fabbricano
ville.

Investono
all'estero, mentre "auspicano"
(Dio, quanto "auspicano")
pace e giustizia.

Loro,
i veri seviziatori
della Giustizia in nome
(sempre, sempre in nome!)
del Dollaro e dell'Oro.

Guardateli, i grandi attori:
i guitti.

Degni
- tutti - dei loro elettori.
-
Proteggono i Valori
(in Borsa!) e le Istituzioni...

Ma cosa si nasconde
dietro le invereconde
Maschere?
Il Male
che dicono di combattere?...

Toglieteceli davanti.
Per sempre.

Tutti quanti.

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