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Poesie di Giorgio Caproni

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A Rina

Nell'aria di settembre (aria
d'innocenza sul chiareggiato
colle) sopra le zolle
ruvide mi sono care
le case a colori grezzi
del tuo paese natale.

Scherzano battendo l'ale
candide sui tetti a fiore
giunti, le colombelle
nuove.

Mentre commuove
dei voli l'aria il giro
tondo, nel cielo ai tocchi
festevoli delle campane
è il lindore dei tuoi virginei
occhi.

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... Perch'io che nella notte abito solo

... perch’io, che nella notte abito solo
anch’io, di notte, strusciando un cerino
sul muro, accendo cauto una candela
e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto
bianca nella mia mente –apro una vela
timida nella tenebra, e il pennino
che mi bagna la mente...
strusciando che mi scricchiola, anch’io scrivo.

da "Il seme del piangere"

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Show

Guardateli bene in faccia.
Guardateli.

Alla televisione,

magari, in luogo
di guardar la partita.
Son loro, i "governanti".
Le nostre "guide".
I "tutori"
- eletti - della nostra vita.

Guardateli.

Ripugnanti.

Sordidi fautori
dell'"ordine", il limo
del loro animo tinge
di pus la sicumera
dei lineamenti

Sono
(ben messi!) i nostri
illibati Ministri.
Sono i Senatori.
I sinistri
- i provvidi! - Sindacalisti.

"Lottano" per il bene
del paese.
Contro i Terroristi
e la Mafia.

Loro,
che dentro son più tristi
dei più tristi eversori.
Arrampichini.
Arrivisti.

In nome del Popolo (Avanti!
Sempre Avanti!), in perfetta
Unità arraffano
capitali - si fabbricano
ville.

Investono
all'estero, mentre "auspicano"
(Dio, quanto "auspicano")
pace e giustizia.

Loro,
i veri seviziatori
della Giustizia in nome
(sempre, sempre in nome!)
del Dollaro e dell'Oro.

Guardateli, i grandi attori:
i guitti.

Degni
- tutti - dei loro elettori.
-
Proteggono i Valori
(in Borsa!) e le Istituzioni...

Ma cosa si nasconde
dietro le invereconde
Maschere?
Il Male
che dicono di combattere?...

Toglieteceli davanti.
Per sempre.

Tutti quanti.

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Maggio

Al bel tempo di maggio le serate
si fanno lunghe; e all'odore del fieno
che la strada, dal fondo, scalda in pieno
lume di luna, le allegre cantate
dall'osterie lontane, e le risate
dei giovani in amore, ad un sereno
spazio aprono porte e petto. Ameno
mese di maggio! E come alle folate
calde dall'erba risollevi i prati
ilari di chiarore, alle briose
tue arie, sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
notti più umane scalda i delicati
occhi, ed il sangue, alle giovani spose.

   2 commenti     di: Giorgio Caproni


Lanterna

Non porterà nemmeno
la lanterna. Là
il buio è così buio
che non c'è oscurità.

   0 commenti     di: Giorgio Caproni




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