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Poesie di Giovanni Titta Rosa

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L'albero

Vennero da vie lontane
le rondini rapide e snelle
a bere presso le fontane
ancora fresche di stelle.
Il sole apparve dal tetto
effondendo oasi d'oro
e l'albero del giardinetto
sfavillò come un tesoro.
S'accese di mille collane
e stette estatico a udire
le voci delle campane.
Dalla dolce terra veniva
musica d'onde lontane
e verso il suo cuore saliva.



Alla vita

Riposo
Odora la terra in tepore
e la celeste pioggia la disseta.
Oscillano ciliegi piumosi
lungo le strade lucenti.
Soave ebbrezza del giorno.
Non è felice il girovago
che dorme sotto le querce
con l'ombrello aperto sulla faccia?
Una goccia gli scorre sulla mano
e brilla al sole riapparso da una nuvola.
Si riapre il dominio del cielo
sopra la faticata terra.
Le soglie delle chiese
odorano di timo e mentuccia.