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Poesie di Giuseppe Ungaretti - Elenco completo

Scopri in questa pagina tutte le opere di poesie d'autore pubblicate da Giuseppe Ungaretti e presenti in PoesieRacconti, elencate a partire dalla più recente.

Stasera

Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia



Levante

La linea
vaporosa muore
al lontano cerchio del cielo

Picchi di tacchi picchi di mani
e il clar

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Per i morti della resistenza

Qui
Vivono per sempre
Gli occhi che furono chiusi alla luce
Perché tutti
Li avessero aperti
Pe

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La pietà

Sono un uomo ferito.

E me ne vorrei andare
E finalmente giungere,
Pietà, dove si ascolta
L'u

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Monotonia

Fermato a due sassi
languisco
sotto questa
volta appannata
di cielo
Il groviglio dei sentieri

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Ogni giorno

Dalla spoglia di serpe
Alla pavida talpa
Ogni grigio si gingilla sui duomi...

Come una pro

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Fase d'oriente

Nel molle giro di un sorriso
ci sentiamo legare da un turbine
di germogli di desiderio

Ci

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Solitudine

Ma le mie urla
feriscono
come fulmini
la campana fioca
del cielo

Sprofondano
impaurite



Nelle vene

Nelle vene già quasi vuote tombe
L'ancora galoppante brama,
Nelle mie ossa che si gelano il sas

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Annientamento

Il cuore ha prodigato le lucciole
s'è acceso e spento
di verde in verde
ho compitato

Co

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Chiaroscuro

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Noia

Anche questa notte passerà

Questa solitudine in giro
titubante ombra dei fil tranviari
sull'um

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Sentimento del tempo

E per la luce giusta,
Cadendo solo un'ombra viola
Sopra il giogo meno alto,
La lontananza aper

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Il lampo della bocca

Migliaia d'uomini prima di me,
ed anche più di me carichi d'anni,
Mortalmene ferì
Il lampo d

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Eco

Scalza varcando da sabbie lunari,
Aurora, amore festoso, d'un'eco
Popoli l'esule universo e lasc

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Hai visto spegnersi

A solitudine orrendo tu presti
Il potere di corse dentro l'Eden,
Amata donatrice.

Hai vist

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Terra

Potrebbe esserci sulla falce
Una lucentezza, e il rumore
Tornare e smarrirsi per grandi
Dalle

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Un'altra notte

In quest'oscuro
colle mani
gelate
distinguo
il mio viso
Mi vedo
abbandonato nell'infinito



Universo

Col mare
mi sono fatto
una bara
di freschezza



Perché?

Ha bisogno di qualche ristoro
il mio buio cuore disperso

Negli incastri fangosi dei sassi
come

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Segreto del poeta

Solo ho amica la notte.
Sempre potrò trascorrere con essa
D'attimo in attimo, non ore vane;
M

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Malinconia

Calante malinconia lungo il corpo avvinto
al suo destino

Calante notturno abbandono
di cor

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Lontano

Versa il 15 febbraio 1917

Lontano lontano
come un cieco
m' hanno portato per mano.



Commiato

Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l'umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la lim

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Tappeto

Ogni colore si espande e si adagia
negli altri colori

Per essere più solo se lo guardi



Il tempo è muto

Il tempo è muto

Il tempo è muto fra canneti immoti...

Lungi d'approdi errava una canoa

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La tua luce

Scompare a poco a poco, amore, il sole
Ora che sopraggiunge lunga sera.

Con uguale lentezza

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Con fuoco

Con fuoco d'occhi un nostalgico lupo
Scorre la quiete nuda.

Non trova che ombre di cielo sul

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Preludio

Magica luna, tanto sei consunta
Che, rompendo il silenzio,
Poggi sui vecchi lecci dell'altura,
Un

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Tu ti spezzasti

I molti, immani, sparsi, grigi sassi
Frementi ancora alle segrete fionde
Di originarie fiamme soff

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Due note

Inanella erbe un rivolo,

un lago torvo il cielo glauco offende.



Casa mia

Sorpresa
dopo tanto
d'un amore
Credevo di averlo sparpagliato
per il mondo



Eternità

Tra un fiore colto e l'altro donato
l'inesprimibile nulla.



Notte di maggio

Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini.



Quiete

L'uva è matura, il campo arato.
Si stacca il monte dalle nuvole.
Sui polverosi specchi dell

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I giorni e le notti

I Giorni e le Notti
suonano
in questi miei nervi d'arpa
Vivo
di questa gioia malata
d'univers

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Silenzio stellato

E gli alberi e la notte
Non si muovono più
Se non da nidi.



Stelle

Tornano in alto ad ardere le favole.
Cadranno colle foglie al primo vento.
Ma venga un altro soffi

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Dunja

Si volge verso l'est l'ultimo amore,
Mi abbuia da là il sangue
Con tenebra degli occhi della ce

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L'impietrito e il velluto

Ho scoperto le barche che molleggiano
Sole, e le osservo non so dove, solo.

Non accadrà le acco

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Caino

Corre sopra le sabbie favolose
E il suo piede è leggero.
O pastore di lupi,
Hai i denti d

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I Ricordi

I ricordi, un inutile infinito,
ma soli e uniti contro il mare, intatto
in mezzo a rantoli infinit

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L'isola

A una proda ove sera era perenne
di anziane selve assorte, scese,
e s'inoltrò
e lo richiamò ru

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O notte

Dall'ampia ansia dell'alba
Svelata alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,
Vi

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Viareggio

Viani
sarà bella la pineta
ma come ci si fa a dormire
con tanti moscerini e tante cacate



Canzone

Nude, le braccia di segreti sazie,
A nuoto hanno del Lete svolto il fondo,
Adagio sciolto le veeme

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Giorno per giorno

<<Nessuno, mamma, ha mai sofferto tanto...>>
E il volto già scomparso
ma gli occhi ancora vivi
d

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Silenzio

Conosco una città
che ogni giorno s'empie di sole
e tutto è rapito in quel momento

Me ne son

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Apocalissi

Da una finestra trapelando, luce
Il fastigio dell'albero segnala
Privo di foglie.

Se unico subi

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Auguri per il proprio compleanno

Dolce declina il sole.
Dal giorno si distacca
Un cielo troppo chiaro.
Dirama solitudine
Come da

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Risvegli

Ogni mio momento
io l'ho vissuto
un'altra volta
in un'epoca fonda
fuori di me

Sono lontano co

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Senza più peso

Per un Iddio che rida come un bimbo,
tanti gridi di passeri,
tante danze nei rami,

un'anima si

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C'era una volta

Bosco Cappuccio
Ha un declivio verde
Come una dolce
Poltrona

Appisolarmi là
Solo
In un caff

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È ora famelica

È ora famelica, l'ora tua, matto.

Strappati il cuore.

Sa il suo sangue di sale
E sa d'agro,

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Sereno

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lasci

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Allegria di naufragi (Versa il 14 febbraio 1917)

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare



Dove la luce

Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci sc

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La madre

E il cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra
Per condurmi, Madre, sino

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Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.
Lasciat

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i fiumi

Mi tengo a quest'albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore di un circo
p

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girovago

In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare
A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
la

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Fratelli

Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nel

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In memoria

Si chiamava
Moammed Sceab

Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patr

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sono una creatura

Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria

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Una colomba

D'altri diluvi una colomba ascolto.



Preghiera

Quando mi desterò
dal barbaglio della promiscuità
in una limpida e attonita sfera

Quando il m

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Peso

Quel contadino
si affida alla medaglia
di Sant'Antonio e va leggero

Ma ben sola e ben nuda
sen

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Dannazione

Chiuso fra cose mortali
(Anche il cielo stellato finirà)
Perchè bramo Dio?



Amaro accordo

Oppure in un meriggio d'un ottobre
Dagli armoniosi colli
In mezzo a dense discendenti nuvole
I ca

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Mio fiume anche tu

Mio fiume anche tu, Tevere fatale,
Ora che notte già turbata scorre;
Ora che persistente
E come

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La notte bella

Quale canto s'è levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle

Quale fest

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Agonia

Morire come le allodole assetate
sul miraggio

O come la quaglia
passato il mare
nei primi ces

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San Martino del Carso

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano

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Veglia

Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta a

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notte di marzo

Luna impudica, al tuo improvviso lume,
Torna, quell'ombra dove Apollo dorme,
A trasparenze incer

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Tramonto

Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d'amore



Tutto ho perduto

Tutto ho perduto dell'infanzia
E non potrò mai più
Smemorarmi in un grido.
L'infanzia ho sott

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Il porto sepolto

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi re

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Stella, mia unica stella

Stella, mia unica stella,
Nella povertà della notte sola,
Per me, solo, rifulgi,
Nella mia so

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soldati

si sta come, d'autunno, sugli alberi, le foglie



Nostalgia

Quando
la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa

Su Parigi s'

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Mattino

M'illumino
d'immenso