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Poesie di Gregory Corso

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Pagine: 12tutte

Nella mano fuggevole del tempo

Sui gradini del manicomio luminoso
odo la campana barbuta battere per il prato di bosco
l'estremo rintocco del mio mondo
salgo ed entro in una infuocata assemblea di cavalieri
questi ignari della mia presenza espongono piani di pergamena
e con dita inguainate fanno risalire il mio arrivo
su su fino a quando stavo sui neri gradini di Roma Nerone con la cetra
nelle mie braccia il filosofo lamentoso
l'estremo singulto della storia folle
Ora la mia presenza è nota
il mio arrivo segnato da macchie miniate
Le grandi vetrate del Paradiso si aprono
In polvere radiosa si disfano le tende del Passato
Arrivano in volo stormi di uccelli multicolori
Ali lievi lucenti oh la meraviglia della luce
Il Tempo mi prende per mano
nato il 26 marzo 1930 sono sospinto a 100 all'ora sul vasto mercato della scelta
cosa scegliere? cosa scegliere?
Oh - - - e lascio la mia camera arancione del mito
nessuna possibilità di mettere sotto chiave i miei giocattoli di Zeus
Scelgo la camera di Bleecker Street
Una madre bambina mi ingozza con un pallido seno milanese
Poppo mi divincolo grido oh madre olimpia
strano questo seno per me
Nevi
Decennio di asfalto ghiacciato cavalli condannati
Sogni deboli Corridoi scuri della Scuola Pubblica 42 Tetti Piccioni con colli di topo
Sospinto a 100 all'ora per queste strade mafiose fin troppo reali
profondamente depongo le mie ali d'Ermes

Oh Tempo sii misericordioso
gettami sotto la tua umanità di automobili
dammi in pasto a giganteschi grattacieli grigi
riversa il mio cuore nei tuoi ponti
io rinuncio alla mia lira d'orfica futilità

E per tale tradimento salgo questi luminosi pazzi gradini
ed entro in questa stanza di luce paradisiaca
effimero
Il tempo
un cane lungo lunghissimo dopo aver rincorso la sua coda orbitante
viene ad afferrarmi la mano
e mi guida nella vita condizionale

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Ho venticinque anni

Con un amore un delirio per Shelley
Chatterton Rimbaud
e l'affamato guaito della mia gioventù
si è propagato da orecchio a orecchio:
IO ODIO I VECCHI SIGNORPOETI!
Specialmente i vecchi signorpoeti che ritrattano
che consultano altri vecchi signorpoeti
che esprimono la loro gioventù in bisbigli,
dicendo: - Queste cose le ho fatte allora
ma è acqua passata
è acqua passata -
Oh vorrei tranquillizzare i vecchi
dirgli: - Sono vostro amico
ciò che eravate una volta, grazie a me
lo sarete ancora -
Poi di notte nella sicurezza delle loro case
strappare le loro lingue apologetiche
e rubare le loro poesie.

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Una gara di suoni

Suoni stanno disputando una gara la corsa la scalata la nuotata
la maratona
E voci guadagnano terreno e diventano boati e subito alle spalle
porte sbattute e tonfi di conigli
E si fa strada sul rettilineo l'ululato di fantasmi
Lo squittio di uccelli e ora le voci sono testa a testa
Con la scalata di rampicanti e l'incedere di pinguini
Il nuoto dei pesci è terzo e sulla curva interna si fanno sotto tuono
e bombe e sul fondo urto di bare
la caduta di tronchi e l'ondeggiare di palme
Voci conducono conducono sorgono e respirano
parlano e cantano tutte nella volata ma ecco ecco
Dal nulla il miagolio di gatti la masticatura di carote
Una scarpa scricchiolante contende il primo posto ah che gara!
Ecco sopraggiungere il cadere di uno spillo il gracchio di un pappagallo
Lo schianto del vetro il grattarsi un prurito
La folla impazzisce! Urla scalcia salta
è tanto pazza che vince la gara

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Sogno di una stella

Ho sognato Ted Williams
piangente nella notte,
davanti alla Torre Eiffel

Era in divisa
con la mazza ai suoi piedi
nodosa e delicata

Aveva preso la mazza con le mani aperte
mettendosi in posizione, come se fosse nel box
e rideva! scaricando la sua collera di ragazzo
verso un invisibile mound
aspettando, fino in fondo, il lancio dal paradiso

Arrivò, ne arrivarono centinaia, tutti rapidissimi
E girò, girò, girò senza colpirne nemmeno uno,
sinker, curva, dritti in mezzo al piazzo
un centinaio di strikes!

l'arbitro vestito in uno strano abito
esplose il suo verdetto: SEI OUT!!
L'inorridito boato dei fantasmi degli spettatori
si disperse tra gli arabeschi di Notre Dame.
E io urlai nel mio sogno
Dio! tiragli il tuo lancio misericordioso!
Annuncia il colpo della mazza!
saluta une bella valida a sinistra!
Sì: il doppio, il triplo!
Osanna: il fuoricampo!

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Non sparate sul facocero

Venne da me un bambino
dondolando un oceano su un bastone.
Mi disse che sua sorella era morta,
io gli tirai giù i calzoni
e gli diedi un calcio.
Lo rincorsi lungo le strade
lungo la notte della mia generazione
urlai il suo nome, il suo nome maledetto,
lungo le strade della mia generazione
e bambini saltarono di gioia a quel nome
e corsero da me in processione.
Madri e padri chinarono la testa per sentire;
io urlai il nome.

Il bambino tremò, cadde,
e si rialzò barcollando,
io urlai il suo nome!
E una furia di madri e padri
gli affondarono i denti nel cervello.
Invocai gli angeli della mia generazione
sui tetti, nei vicoli,
sotto l'immondizia e le pietre,
io urlai il nome! e corsero da me in processione
e rosicchiarono le ossa del bambino.
Io urlai il nome: Bellezza
Bellezza Bellezza Bellezza

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