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Poesie di Jacques Prévert

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Pater Noster

Padre nostro che sei nei Cieli
Restaci
E noi resteremo sulla terra
Che qualche volta è così carina
Con i suoi misteri di New York
E i suoi misteri di Parigi
Che valgono almeno quello della Trinità
Con il suo piccolo canale a Ourcq
E la sua grande muraglia in Cina
Il suo fiume di Morlaix
E le caramelle alla menta
Con il suo Oceano Pacifico
E le due vasche alla Tuileries
Con i suoi bravi bambini e le cattive persone
Con tutte le meraviglie del mondo
Che sono qui
Semplicemente sulla terra
Offerte a tutti
Sparpagliate
Meravigliate anch’esse della loro meraviglia
E con il coraggio di non riconoscerla
Come una bella ragazza nuda ha il coraggio di non mostrarsi
Con le spaventose sventure del mondo
Che sono legione
Coi legionari
Con i torturatori
Con i padroni di questo mondo
I padroni coi loro sacerdoti i loro traditori la loro soldataglia
Con le stagioni
Con gli anni
Con le belle ragazze con i vecchi bastardi
Con la pagliuzza della miseria a marcire nell’acciaio
Dei cannoni



Non bisogna

Non bisogna lasciar giocare gli intellettuali con i fiammiferi
Perché Signori miei se lo si lascia solo
Il gran mondo mentale miei Sssignori
Non è per niente allegro
E non appena è solo
Lavora arbitrariamente
Innalzando tutto per sé
Con tante chiacchiere generose sul lavoro dei muratori
Un auto-monumento
Ripetiamolo dunque miei Ssssignori
Se lo si lascia solo
Il mondo mentale
Mente
Monumentalmente.



Le belle famiglie

Luigi I
Luigi II
Luigi III
Luigi IV
Luigi V
Luigi VI
Luigi VII
Luigi VIII
Luigi IX
Luigi X (detto l'Attaccabrighe)
Luigi XI
Luigi XII
Luigi XIII
Luigi XIV
Luigi XV
Luigi XVI
Luigi XVIII
e più nessuno più niente...
Ma che gente è mai questa
che non ce l'ha fatta
a contare fino a venti?



Le foglie morte

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi...
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi


È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi

Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica...
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi



Libera uscita

Ho messo il képi nella gabbia
e sono uscito con l'uccello sulla testa
E allora
non si saluta più
ha chiesto il comandante
No
non si saluta più
ha risposto l'uccello
Ah bene
chiedo scusa credevo usasse salutare
ha detto il comandante
Siete scusato scusatissimo chiunque può sbagliarsi
ha concluso l'uccello.





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Poesie Jacques Prévert (1900 - 1977) è stato un poeta e sceneggiatore francese. Poeta e dialoghista cinematografico, autore di canzoni ed esponente dei surrealisti, provocatore e scrittore per bambini, Prévert ha ricoperto molti ruoli e molte figure dando vita ad una ricca produzione di canzoni, poesie in prosa e in versi liberi.
Tra le raccolte più popolari si ricordano ad esempio Paroles, Spectacles e La pluie et le beau temps.

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