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Poesie di Juan Ramón Jiménez

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Canzone d'inverno

Cantano. Cantano.
Dove cantano gli uccelli che cantano?
Ha piovuto. Ancora i rami
son senza foglie nuove. Cantano. Cantano.
gli uccelli. Dove cantano
questi uccelli che cantano?
Non ho uccelli in gabbia.
Non ci sono bambini a venderli. Cantano.
La valle è lontana. Nulla…
Io non so dove vantano
gli uccelli – cantano, cantano -,
questi uccelli che cantano.



La tua nudità

La rosa: la tua nudità fatta grazia.
La fonte: la tua nudità fatta acqua.
La stella: la tua nudità fatta anima.



Per amarti

Per amarti, ho ceduto
il mio cuore al destino.
Non potrai più liberarti
non potrò più liberarmi!
dal destino dell'amore!

Non lo penso, non lo senti;
io e tu siamo tu ed io,
come il mare e come il cielo
sono cielo e mare, senza amore

Come la brezza, mi ricordi
il vento
come il ruscello, mi ricordi
il mare
come la vita, mi ricordi
il cielo;
come la morte, mi ricordi
la terra.



Venne, dapprima, pura

Venne, dapprima, pura,
vestita d'innocenza.
E l'amai come un bimbo.
Dopo s'andò coprendo
di non so quali vesti.
E presi, senza saperlo, ad odiarla.
Fu infine una regina,
sfarzosa di tesori...
Che ira, quale amarezza insensata!
Ma ecco, s'andò svestendo.
E io le sorridevo.
Rimase con la tunica
dell'innocenza antica.
Credetti ancora in lei.
E si tolse la tunica,
apparì tutta nuda... Oh poesia
nuda, passione della mia
vita, ora mia per sempre!



Coscienza piena

Tu mi porti, coscienza piena, tu dio desiderante,
per tutto il mondo - In questo terzo mare
quasi odo la tua voce; la voce del vento
che occupa totalmente il movimento,
e dei colori e delle luci
marini ed eterni.
La tua voce di fuoco bianco
nella totalità dell'acqua, della nave, del cielo
che con delizia delinea le rotte
e fulgidamente m'incide l'orbita mia sicura
di corpo nero
con il diamante lucido entro sé.





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