Salii verso il cielo puro
e accesi la mia veglia tra le stelle,
sopra tutti i sogni.
La terra era una rosa aperta, io la vidi!
Venne, dapprima, pura,
vestita d'innocenza.
E l'amai come un bimbo.
Dopo s'andò coprendo
di non so quali vesti.
E presi, senza saperlo, ad odiarla.
Fu infine una regina,
sfarzosa di tesori...
Che ira, quale amarezza insensata!
Ma ecco, s'andò svestendo.
E io le sorridevo.
Rimase con la tunica
dell'innocenza antica.
Credetti ancora in lei.
E si tolse la tunica,
apparì tutta nuda... Oh poesia
nuda, passione della mia
vita, ora mia per sempre!
Cantano. Cantano.
Dove cantano gli uccelli che cantano?
Ha piovuto. Ancora i rami
son senza foglie nuove. Cantano. Cantano.
gli uccelli. Dove cantano
questi uccelli che cantano?
Non ho uccelli in gabbia.
Non ci sono bambini a venderli. Cantano.
La valle è lontana. Nulla…
Io non so dove vantano
gli uccelli – cantano, cantano -,
questi uccelli che cantano.
Voglio che non mi dimentichi, ed io
appena mi ricordo di me, ieri!
Voglio che non mi dimentichi, ed io
più ricordo di me che tu di te!
Voglio che non mi dimentichi ed io
di te appena ricordo, domani.
La rosa: la tua nudità fatta grazia.
La fonte: la tua nudità fatta acqua.
La stella: la tua nudità fatta anima.