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Poesie di Juan Ramón Jiménez

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Coscienza piena

Tu mi porti, coscienza piena, tu dio desiderante,
per tutto il mondo - In questo terzo mare
quasi odo la tua voce; la voce del vento
che occupa totalmente il movimento,
e dei colori e delle luci
marini ed eterni.
La tua voce di fuoco bianco
nella totalità dell'acqua, della nave, del cielo
che con delizia delinea le rotte
e fulgidamente m'incide l'orbita mia sicura
di corpo nero
con il diamante lucido entro sé.



La tua nudità

La rosa: la tua nudità fatta grazia.
La fonte: la tua nudità fatta acqua.
La stella: la tua nudità fatta anima.



Ti riconobbi

Ti riconobbi, perché
guardando l'orma
del tuo piede sul sentiero,
sentii dolore al cuore
che tu calpestasti.
Corsi follemente;
cercai per tutto il giorno,
come un cane senza padrone.
Te n'eri già andato!
E il tuo piede calpestava il mio cuore,
in una fuga senza fine,
come se quello
fosse il cammino
che ti portava via per sempre...



Gioia del sogno

Gioia del sogno,
che mai uguagliò
nessuna gioia reale!
- E che triste gioia
quotidiana questa
a cui ci adattiamo, dimenticando
l'altra, l'altra, l'altra;
che sa; ogni giorno, di non essere più che
vano seme del fiore del sogno! -



canzone

Quando le tue mani erano luna,
colsero dal giardino del cielo
i tuoi occhi, violette divine.
Che nostalgia, quando i tuoi occhi
ricordano, di notte, il loro cespo
alla luce morta delle tue mani!
Tutta la mia anima, col suo mondo,
metto nei miei occhi della terra,
per ammirarti, moglie splendida!
Non incontreranno le tue due violette
il leggiadro luogo a cui le elevo
cogliendo nella mia anima l'increato?





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