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Poesie di Juan Ramón Jiménez

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Ti riconobbi

Ti riconobbi, perché
guardando l'orma
del tuo piede sul sentiero,
sentii dolore al cuore
che tu calpestasti.
Corsi follemente;
cercai per tutto il giorno,
come un cane senza padrone.
Te n'eri già andato!
E il tuo piede calpestava il mio cuore,
in una fuga senza fine,
come se quello
fosse il cammino
che ti portava via per sempre...



Venne, dapprima, pura

Venne, dapprima, pura,
vestita d'innocenza.
E l'amai come un bimbo.
Dopo s'andò coprendo
di non so quali vesti.
E presi, senza saperlo, ad odiarla.
Fu infine una regina,
sfarzosa di tesori...
Che ira, quale amarezza insensata!
Ma ecco, s'andò svestendo.
E io le sorridevo.
Rimase con la tunica
dell'innocenza antica.
Credetti ancora in lei.
E si tolse la tunica,
apparì tutta nuda... Oh poesia
nuda, passione della mia
vita, ora mia per sempre!



Gioia del sogno

Gioia del sogno,
che mai uguagliò
nessuna gioia reale!
- E che triste gioia
quotidiana questa
a cui ci adattiamo, dimenticando
l'altra, l'altra, l'altra;
che sa; ogni giorno, di non essere più che
vano seme del fiore del sogno! -



canzone

Quando le tue mani erano luna,
colsero dal giardino del cielo
i tuoi occhi, violette divine.
Che nostalgia, quando i tuoi occhi
ricordano, di notte, il loro cespo
alla luce morta delle tue mani!
Tutta la mia anima, col suo mondo,
metto nei miei occhi della terra,
per ammirarti, moglie splendida!
Non incontreranno le tue due violette
il leggiadro luogo a cui le elevo
cogliendo nella mia anima l'increato?



La tua nudità

La rosa: la tua nudità fatta grazia.
La fonte: la tua nudità fatta acqua.
La stella: la tua nudità fatta anima.





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