PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Poesie di Luciano Ligabue

Ti piace Luciano Ligabue?  


Pagine: 1234tutte

Niente paura

A parte che gli anni passano per non ripassare più
e il cielo promette di tutto ma resta nascosto lì dietro il suo blu
ed anche le donne passano qualcuna anche per di qua
qualcuna ci ha messo un minuto
qualcuna è partita ma non se ne va

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...
Niente paura, niente paura
niente paura, si vede la luna perfino da qui.

A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire
Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare.
A parte che i sogni passano se uno li fa passare
alcuni li hai sempre difesi altri hai dovuto vederli finire

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...
Niente paura, niente paura
niente paura, si vede la luna perfino da qui.

Tira sempre un vento che non cambia niente
mentre cambia tutto sembra aria di tempesta.
Senti un po' che vento forse cambia niente
certo cambia tutto sembra aria bella fresca.

A parte che i tempi stringono e tu li vorresti allargare
e intanto si allarga la nebbia e avresti potuto vivere al mare.
Ed anche le stelle cadono alcune sia fuori che dentro
per un desiderio che esprimi te ne rimangono fuori altri cento.

Niente paura, niente paura
Niente paura, ci pensa la vita mi han detto così...
Niente paura, niente paura
niente paura, si vede la luna perfino da qui.

Niente paura, niente paura.

   0 commenti     di: Luciano Ligabue


Gli anni in cui eravamo distratti

Non è ancora chiaro
se siano finiti del tutto
gli anni in cui eravamo distratti.

Non ci accorgevamo
che le nostre cellule sfinivano
e quelle nuove arrivavano
e quelle di nostro padre
andavano a male.

Negli ospedali camminavamo
dritti verso un letto
non giravamo mai lo sguardo
in corsia
sentivamo le canzoni
ci abituavamo alle peggiori
le ricantavamo forte
per non sentire
notizie davvero vere.

Come certi prestigiatori
ci infilavamo
lastre sottili di ferro
a dividere
la parte sopra l'ombelico
da quella sotto
e non diteci che non sapete
quale porgevamo
alle ragazze
e non diteci che non sapete
che la loro richiesta
non l'ascoltavamo
con
precisa
distrazione
e scelta.

Ai funerali
pensavamo ad altro,
se ci andavamo,
impegnati a rendere coerente
l'epitaffio
uno che se l'è cavata.

Fatti
di pezzi di uomo
messi insieme
con pazienza orefice
braccia e orecchie conserte
eclissi parziale di occhi
camminavamo sul filo
con in bocca il cucchiaio
sul cucchiaio l'uovo
sull'uovo il peso del cielo.

   0 commenti     di: Luciano Ligabue


Cosa non mettere in valigia

Hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui.
Ti è toccato partire bambina.
La piccola valigia di cartone
ci tenevi i rossetti finti
il fracasso dell'erba che cresce
le confidenze del rivolo
l'incisione fucsia delle azalee
ci tenevi
un astuccio di gemme
e la chiave del cespuglio.
Gli occhi hanno preso
il colore del cielo
a forza di guardarlo.
Per una bambina che sapessse
già camminare
la radura era il più sicuro dei box
ma anche il più insidioso.
Poteva dirti all'orecchio
di tenere per te
parole come
si può fare a meno degli uomini.

Non si capisce bene perchè il tempo
avrebbe dovuto fare sconti
propio a te
e la valigia si è appesantita
delle scarpette da ballerina
imbrattate di pece
promessa sbugiardata
nel tempo di una rosa.
Poi qualche uomo
a provato a prenderti...
gli hai detto che non è il caso.
Ti ha presa lo stesso
non ti sei fatta prendere
lo stesso
il suo problema
non era affatto tuo
certo che anche questo è finito
in valigia
come poteva essere altrimenti?

La radura schiacciata dal condominio
in case finestre
sempre più chiuse.
Il peso della valigia
ti allungava le braccia
formate ma non finite.
Hai provato a provare
l'anima che non testava accordata.
Hai detto perchè no
a uomini che facevano a meno
della tua parte di spasso.
Le braccia reggevano meglio
la valigia più pesante.
Sei andata nelle città.

Hai capito
che il tuo posto non era nei posti
era dove dicevi ecco
mentre di casa non ce la facevi a dire
per esempio
il corpo rispondeva preciso
l'anima non si lasciava nemmeno
fare domande.
Hai tenuto la mano
di chi non ce la faceva a non morire
hai cambiato la fiducia
a chi voleva guarire da solo
hai passato informazioni
senza lesinare sulla voce
senza risparmiare le mani.
La strada non finiva
la tua schiena ballava dritta
anche con le scarpe
chiuse nella valigia.

Hai fatto fatica a parlare davvero
non potevano credere
e allora hai parlato

[continua a leggere...]

   4 commenti     di: Luciano Ligabue


Seduto in riva al fosso

Ho parcheggiato e camminato non so quanto
e non so dove sono, qua.
Ma so soltanto che si sente un buon profumo,
un bel silenzio e l'acqua che va.
Lontano da me, lontano da noi,
lontano dalla giostra che non si ferma mai.
E c'ho il biglietto sì, ma questa corsa la vorrei lasciare fare a voi.
Solo a voi, la lascio fare a voi,

che io sto bene qui, seduto in riva al fosso
io sto bene qui, seduto in riva al fosso.

O è il riflesso della luna o sei proprio bella,
se vuoi siediti.
Hai parcheggiato e camminato non sai quanto
non sai dove sei, ma sei qui.
Lontana da te, lontana da voi,
lontana da uno specchio che non dice chi sei.
Se sotto il cielo c'è qualcosa di speciale passerà di qui prima o poi.
Prima o poi, comunque tu lo sai

che si sta bene qui seduti in riva al fosso
stiamo bene qui, seduti in riva al fosso...

Sono arrivati con la guida
ed hanno apparecchiato per il loro pic-nic
con sedie, i tavolini, la TV, i telefonini e le facce di chi va
lontano da chi, lontano da che,
lontano per sentito dire senza un perché.
Se vuoi restare resta pure,
ho da fare non mi viene in mente cos'è.
Ma lo so che, io lo so com'è

che state bene lì, seduti in riva al fosso
state bene lì seduti in riva al fosso...

Avanti, state bene lì, state bene lì, state bene lì,
state bene, lì state bene lì, state bene lì...

   1 commenti     di: Luciano Ligabue


Lettera a G

Se ti scrivo solo adesso un motivo ci sarà,
non è mica San Lorenzo
non ci sono stelle matte
su 'sta piccola città.
Non ci sono desideri da non dire come tempo fa.
Il destino ha la sua puntualità.

Hai lottato come un uomo con la brutta compagnia,
che non eri mica stanco,
che nessuno mai è pronto quando c'è da andare via.
Hai pregato bestemmiando per la rabbia per tutta l'agonia
per le scelte che stava facendo Dio.

Non ci sono più i petardi
e nemmeno il diario vitt
le bambine occhiate in chiesa sono tutte quante spose
sono tutte via da qui.
Non si affaccia più tua madre alla finestra a urlare "tòt a cà"...
non c'è neanche più la tua curiosità.

Dove sono le ragazze che sceglievano fra noi?
E dov'è la nave scuola che hai confuso con l'amore
e forse lo era più che mai.
Non c'è più la pallavolo e i tuoi attrezzi,
non c'è più l'hi-fi...
non ci sono più tutti quanti i tuoi guai.

Quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai.
Quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai.

Se ti scrivo solo adesso è che sono io così,
è che arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi che hanno preso casa qui.
Non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto a dire che ci sei...
fai buon viaggio e poi... poi riposa se puoi.

   3 commenti     di: Luciano Ligabue




Pagine: 1234tutte

Potrebbero interessarti anche

Libri di Luciano Ligabue

La neve se ne frega
 
commenti0

Fuori e dentro il borgo
 
commenti0