Non dovete badare al cantante,
tutta gente che viene e che va,
tutta gente che resta soltanto un momento
soltanto nel caso che il pezzo ci divertirà.
Non dovete badare al cantante
lo sappiamo la vita che fa
guarda solo la foto che c'è sul giornale
ci siamo capiti che razza di uomo sarà.
Certe vite passano, leggere come le canzoni, e dietro le canzoni vanno.
Certe vite sfumano, veloci come le canzoni, e dentro le canzoni stanno.
Non dovete badare al cantante
quello lì che si crede una star
quello lì che si crede uno che lasci il segno
ed invece una volta passato chi si volterà?
Certe vite passano, leggere come le canzoni e dietro le canzoni vanno.
Certe vite sfumano veloci come le canzoni e dentro le canzoni stanno.
Non dovete badare al cantante tutta gente che viene e che va...
Un amore pronto a sudare
un amore che comincia d'estate
è un amore in salute
è orizzontale
seminudo
si abbina all'allegria di canzoni furbe
mentre qualcun altro
porta il cane
a pisciare
sul lungomare degli astronomi
tutto quel sudore
lo fa scivoloso
ma quando cade
sa ridere di sè
si toglie gli anni
tiene aperte tutte le finestre
informa il mondo
se il sole avesse
solo un po' di humour
gli riserverebbe l'occhiolino
del nonno al nipote sveglio
un amore che comincia d'estate
non ha paura
del cancro alla pelle
non ha paura
fa comodo anche agli altri
che possono così
chiamarlo stupido
fatuo passeggero virale
di basso profilo
di cattivo gusto
possono tenere gli specchi
dentro le federe marroni
quelli che si fingono
più a favore
lasciano che si sappia
il loro compatire
mentre dicono
una vita ce l'abbiamo tutti
non è che gli abissi cambino
nemmeno l'idea di fortuna
nè del suo contrario
fa solo prima a spogliarsi
toglie un po' di lavoro a San Lorenzo
prende cura di sè
lasciandosi andare
alla barba che non si fa
al trucco che non si mette
un amore che comincia d'estate
si è perso la primavera
ma non lo si vedrà mai
pensare
all'autunno
imminente
Ci si prova
Ci si dimentica
il pettine
sul cranio calvo
ci si tira via
il muro
a vicenda
a vicenda
ci si strofina via
la ruggine
ci si passa
la prima pietra
ci si soffiano
gli occhi
col solito
fazzoletto
ci si strappa via
il morso
l'uno all'altro
tanto per allentare un po'
la corsa alle mandibole
ci si accorge
della necessità
delle necessità
di troppo
ci si abbina
ci si passano
lubrificanti reciproci
ridando futuro
agli ingranaggi surriscaldati
ci si imbarca
ci si tira su
l'ancora
a vicenda
a vicenda
ci si copia
il compito in classe
lo si consegna
uguale
ci si restituisce
la carne
scambiata
per poco
con poco
ci si imbatte
ci si alterna
alla guida
ai posti dietro
al posto del morto
ci si infiamma
senza cerini
senza zippo
ci si chiede
tanto
ci si prova
anche
a
vicenda.
Hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui.
Ti è toccato partire bambina.
La piccola valigia di cartone
ci tenevi i rossetti finti
il fracasso dell'erba che cresce
le confidenze del rivolo
l'incisione fucsia delle azalee
ci tenevi
un astuccio di gemme
e la chiave del cespuglio.
Gli occhi hanno preso
il colore del cielo
a forza di guardarlo.
Per una bambina che sapessse
già camminare
la radura era il più sicuro dei box
ma anche il più insidioso.
Poteva dirti all'orecchio
di tenere per te
parole come
si può fare a meno degli uomini.
Non si capisce bene perchè il tempo
avrebbe dovuto fare sconti
propio a te
e la valigia si è appesantita
delle scarpette da ballerina
imbrattate di pece
promessa sbugiardata
nel tempo di una rosa.
Poi qualche uomo
a provato a prenderti...
gli hai detto che non è il caso.
Ti ha presa lo stesso
non ti sei fatta prendere
lo stesso
il suo problema
non era affatto tuo
certo che anche questo è finito
in valigia
come poteva essere altrimenti?
La radura schiacciata dal condominio
in case finestre
sempre più chiuse.
Il peso della valigia
ti allungava le braccia
formate ma non finite.
Hai provato a provare
l'anima che non testava accordata.
Hai detto perchè no
a uomini che facevano a meno
della tua parte di spasso.
Le braccia reggevano meglio
la valigia più pesante.
Sei andata nelle città.
Hai capito
che il tuo posto non era nei posti
era dove dicevi ecco
mentre di casa non ce la facevi a dire
per esempio
il corpo rispondeva preciso
l'anima non si lasciava nemmeno
fare domande.
Hai tenuto la mano
di chi non ce la faceva a non morire
hai cambiato la fiducia
a chi voleva guarire da solo
hai passato informazioni
senza lesinare sulla voce
senza risparmiare le mani.
La strada non finiva
la tua schiena ballava dritta
anche con le scarpe
chiuse nella valigia.
Hai fatto fatica a parlare davvero
non potevano credere
e allora hai parlato
non te la caverai
senza farti vedere gli occhi
da uno bravo
non te la caverai
con dedizione quanto basta
risate quanto basta
sorprese quanto basta
respiri appena appena
non te la caverai
senza passare in farmacia
oppure lasciando a casa
gli abbracci
e il contagocce del piacere
non te la caverai al risparmio
né in frettasenza gonfiare il canotto
né i palloncini necessari
senza fare scoppiare le bolle
senza alzare il culo dalla poltrona
di fronte allo spettacolo
l'aria succhiata
a misurare
l'autoguarigione
che non succede
le cellule lerce
che si mangiano
la radice
la radice
che si fa comprare
con poco
non te la caverai da fermo
né col navigatore
col vestito da sera
tutto il giorno
tutto il giorno
a sentire che qualcun altro
fa le domande per te
non te la caverai senza favole
o con i baci rifiutati
i letti separati
smettendo di arrossire
senza avere fatto vedere i tuoi posti
senza avere fatto vedere.
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