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Poesie di Luciano Ligabue

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Pagine: 1234

La porta dei sogni

E mi attacco alle stelle che altrimenti si cade
e poi alzo il volume di questo silenzio che fa stare bene
e mi sa che sei quella che fa luce pian piano
chissà come ci vedi e chissà come ridi di quello che siamo.
E mi attacco alla buccia di questa notte
e salto, salto ma rimango giù.
La porta dei sogni,
la porta dei sogni,
la porta dei sogni chiudila tu.
E mi attacco alle stelle, tiro un po' a indovinare
mi predico un presente in cui non c'è niente se non respirare
e se proprio sei quella fatti almeno guardare
non sai quanto ci manchi non tornano i conti a doverti trovare.
E mi attacco alla luce di questa notte
e salto, salto ma rimango giù.
La porta dei sogni,
la porta dei sogni,
la porta dei sogni chiudila tu.

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Un amore pronto a sudare

Un amore pronto a sudare
un amore che comincia d'estate
è un amore in salute

è orizzontale
seminudo
si abbina all'allegria di canzoni furbe
mentre qualcun altro
porta il cane
a pisciare
sul lungomare degli astronomi

tutto quel sudore
lo fa scivoloso
ma quando cade
sa ridere di sè
si toglie gli anni
tiene aperte tutte le finestre
informa il mondo

se il sole avesse
solo un po' di humour
gli riserverebbe l'occhiolino
del nonno al nipote sveglio

un amore che comincia d'estate
non ha paura
del cancro alla pelle

non ha paura
fa comodo anche agli altri
che possono così
chiamarlo stupido
fatuo passeggero virale
di basso profilo
di cattivo gusto
possono tenere gli specchi
dentro le federe marroni

quelli che si fingono
più a favore
lasciano che si sappia
il loro compatire
mentre dicono
una vita ce l'abbiamo tutti

non è che gli abissi cambino
nemmeno l'idea di fortuna
nè del suo contrario

fa solo prima a spogliarsi

toglie un po' di lavoro a San Lorenzo

prende cura di sè
lasciandosi andare
alla barba che non si fa
al trucco che non si mette

un amore che comincia d'estate
si è perso la primavera
ma non lo si vedrà mai
pensare
all'autunno
imminente

   2 commenti     di: Luciano Ligabue


Da adesso in poi

Da adesso in poi com'è che andrà?
Con te che hai detto "sono qua"
e davvero
sei qua fra noi,
fra noi,
me e lei.
Tu che hai davanti quel che hai
e comunque sia da adesso in poi
auguri
da me saprai.
Saprai
che vale la pena vivere
mi chiederai "sì, ma perché?"
so solo che ti dirò "vale la pena, vedrai"
da adesso in poi.
Da adesso in poi ti aspetto qua,
che fretta che hai avuto già,
aspetta
per te e per noi,
per te,
per noi,
non so se sarò pronto mai,
prova a esser pronto tu per noi
ascolto:
mi insegnerai
che puoi...
Che vale la pena vivere
ti chiederò "dimmi perché"
tu che non parli dirai
"vale la pena vedrai"
Da adesso in poi.
Da adesso in poi ci proverò
a farti avere il meglio che ho
il peggio
lo troverai
da te.
Ma vale la pena vivere
mi chiederai "sì, ma perché ?"
so solo che ti dirò
"vale la pena vedrai".
Da adesso in poi...

   5 commenti     di: Luciano Ligabue


Camera con vista sul deserto

Le scarpe nel deserto
pesan sempre un po' di piu'
di sabbia, terra e polvere
che non si staccan piu'.
Un fiore ogni tre vite
ed un fiore che, poi,
sarà robusto ed alto,
si, ma profumato mai.
Le bestie nel deserto
hanno cuori lenti che,
che segnano la danza
per le nuvole.
Il sangue resta freddo
purchè il sole resti lì,
ma due o tre piogge servono
per occhi umidi.
A meno che
faccia un poco d'ombra tu.
A meno che
il sole non mi accechi piu'.
A meno che butti via le bussole,
bruci le mie bussole.
Il cielo sul deserto
chiama acqua pure lui:
snobbato dagli angeli,
volato da avvoltoi
e torbido di spiriti
che spesso giocano,
in sella al vento fischiano
e poi ululano.
A meno che
faccia un poco d'ombra tu.
A meno che
il sole non mi accechi piu'.
A meno che butti via le bussole,
bruci le mie bussole.

   2 commenti     di: Luciano Ligabue


Lettera a G

Se ti scrivo solo adesso un motivo ci sarà,
non è mica San Lorenzo
non ci sono stelle matte
su 'sta piccola città.
Non ci sono desideri da non dire come tempo fa.
Il destino ha la sua puntualità.

Hai lottato come un uomo con la brutta compagnia,
che non eri mica stanco,
che nessuno mai è pronto quando c'è da andare via.
Hai pregato bestemmiando per la rabbia per tutta l'agonia
per le scelte che stava facendo Dio.

Non ci sono più i petardi
e nemmeno il diario vitt
le bambine occhiate in chiesa sono tutte quante spose
sono tutte via da qui.
Non si affaccia più tua madre alla finestra a urlare "tòt a cà"...
non c'è neanche più la tua curiosità.

Dove sono le ragazze che sceglievano fra noi?
E dov'è la nave scuola che hai confuso con l'amore
e forse lo era più che mai.
Non c'è più la pallavolo e i tuoi attrezzi,
non c'è più l'hi-fi...
non ci sono più tutti quanti i tuoi guai.

Quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai.
Quando hai solo diciott'anni forse invece sai già tutto
non dovresti crescer mai.

Se ti scrivo solo adesso è che sono io così,
è che arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi che hanno preso casa qui.
Non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto a dire che ci sei...
fai buon viaggio e poi... poi riposa se puoi.

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