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Poesie di maria luisa spaziani

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Parigi dorme

Parigi dorme. Un enorme silenzio
è sceso ad occupare ogni interstizio
di tegole e di muri. Gatti e uccelli
tacciono. Sono io di sentinella.

Agosto senza clacson. Sopravvivo
unica, forse. Tengo fra le braccia
come Sainte Geneviève la mia città
che spunta dal mantello, in fondo al quadro.



Volo sopra le Alpi

Volo sopra le Alpi, il tuo ricordo copre
la pianura del Po fino alle nevi dell'Etna.
Sei il mio paesaggio, la mia patria,
il mio emblema, il respiro profondo.

Sei l'albero di cui sono la chioma,
fiorisco alta sui tuoi folti rami.
Le tue radici mandano la linfa
che sale e canta e nutre le mie cellule.

Chi le nutriva in quegli anni incredibili
quando di te ignoravo gli occhi e il nome?
Quella voce segreta che sussurra
nei giorni giovani le sillabe: "Aspetta!".



A giorni alterni

A giorni alterni sono io la luna
e tu l'immensa terra che mi attira,
e questa notte tu, sei la luna
-io ti tengo al guinzaglio-
So che mi stai sognando, mi accarezzi,
i globuli lo sanno del mio sangue,
ogni mio nervo teso come un arco
o un'arpa eolia che vibra al respiro.



Si stemperò quell'angelo sul muro

Si stemperò quell'angelo sul muro,
i lillà ricoprirono la spada,
quel viso formidabile e stupendo,
la lucente armatura circonfusa
da un candore di penne. Sempre tacqui.
Portavo in me il germoglio del futuro,
la gloria della Francia e di Gesù.
Tutto ciò che lui disse, un giorno fu.



Lo spazio magico

Ecco lo spazio magico in cui niente si è detto
ma il senso affiora da nebbie di preistoria.
Dormiamo in case lontane chilometri
ma i nostri sogni si congiungono in alto.

È così perfetta l'attesa (o l'intesa)
che sarà peccato trasformarla in parole.
Dovremmo preferire alla vita il silenzio
anche se questo silenzio è quintessenza della vita?





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