Poesie di maria luisa spaziani - Pagina 2
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Poesie di maria luisa spaziani

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Le tue braccia

Lo spirito ha bisogno del finito
per incarnare slanci d'infinito.
Parlo con l'angelo, e le tue braccia d'uomo
soltanto lo traducono ai miei sensi.

Dove comincia l'ala? Dove nascono
musiche di tamburi di tempesta?
Amarti è sprofondare, è una foresta
sfumante in cieli altissimi.



a sipario abbassato

Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni.
ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
Talvolta
è a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie
-la meraviglia.



La morsa del salto

Il desiderio è scivolare in sé,
è un ombelico interno che concentra
ogni energia, la rapida che preme
sul pettine ruggente della diga.

È scrimolo infernale, il punto-crisi
dell'acqua che sprofonda verso i quieti
allegretti del fiume. Ma mi si stringe
crudelmente la morsa del salto.



La formula del giglio

Andare a destra, a sinistra. Scendere e salire.
Resta la direzione obliqua, anche lei deludente.
Ci vorrebbe altro spazio, un'altra dimensione.
Perché resta l'anelito, se tutto è poi vietato?

La formula del giglio saprei là, e la forza
oscura che lo anima come anima me.
E saprei perché esiste la massima illusione,
fascio di luce, amore, di cui oggi ti avvolgo.



Un fresco castagneto

Sarebbe, il mondo, un fresco castagneto
se tutto mi guardasse coi tuoi occhi.
Marroni, intensi, laghetti dorati
ai raggi dolcemente declinanti.

Così gli occhi degli angeli, castagne
che hanno perso il riccio. Il Paradiso
è quella svestizione, ogni segreto
è arrivare al cuore.





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