Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
Amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
C'è un albero dentro di me
trapiantato al sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli
è un pezzo già che i viaggiatori sono discesi
dai razzi sul pianeta ch'è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere
in me c'è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare
in me il tempo rimane
come una rosa rossa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resto il meno
me ne infischio
Sono tra gli uomini
amo gli uomini
amo l'azione
amo il pensiero
amo la mia lotta
sei un essere umano
nella mia lotta
ti amo.
La vita
tu la prenderai sul serio,
come fa uno scoiattolo, per esempio
senza aspettarti niente di fuori e dall'aldilà.
Non dovrai fare nient'altro che vivere.
La vita non è uno scherzo,
la prenderai sul serio,
ma sul serio a tal punto,
che addossato al muro, per esempio, con le mani legate
o in un laboratorio, in camice bianco, con grandi occhiali,
tu morirai perché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non avrai neppure visto il volto,
e morirai pur sapendo
che niente è più bello,
niente è più vero della vita
tu la prenderai sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, per esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte, pur temendola,
ma perché la vita peserà di più sulla bilancia.
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
Nazim Hikmet Ran (1902-1963) è stato un poeta turco naturalizzato polacco.
Riconosciuto come uno dei primi fra i poeti turchi ad utilizzare la tecnica dei versi liberi, ha conosciuto una grande notorietà anche in Occidente e la sua produzione letteraria è stata tradotta in diverse lingue.
La sua opera poetica è stata omaggiata nel 2002, quando la Giornata mondiale della poesia proposta dall'UNESCO venne dedicata ai testi poetici di Hikmet.