PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Poesie di Nazim Hikmet

Ti piace Nazim Hikmet?  


Pagine: 123456tutte

In esilio

Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra

le mie parole erano incendi
le mie parole erano pozzi profondi

verrà il giorno un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
le orme dei miei passi
che si allontanano

e quel peso sarà il più grave.

   0 commenti     di: Nazim Hikmet


Lettere dal carcere a Munevver

Lettere dal carcere a Munevver
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
È a casa? Per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
Forse sta alzando il braccio?
Amor mio
come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
Lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi son cari
che mi camminano sull'anima
che illuminano i miei giorni bui!

A che pensa? A me? O forse... chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?

   0 commenti     di: Nazim Hikmet


Autobiografia

Addormentarsi adesso
Alla vita
Amo te
Anche questa mattina
Angina pectoris
Anima mia
Arrivederci fratello mare
Benvenuta, donna mia, benvenuta!
Berlino
Che sta facendo adesso
Ciò che ho scritto di noi
Della morte
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
Foglie morte
Guardo in ginocchio la terra
I giorni sono sempre più brevi
I pesci
I tuoi occhi
Il mattino
Il mio funerale
Il mio secolo non mi fa paura
Il più bello dei mari
Il raggio è riempito di miele
Il vento cala e se ne va
In questa notte d'autunno
Le sedie dormono in piedi
Lettere dal carcere di Munevver
L'addio
Mehmet
Nella casa addormentata
Nelle mie braccia tutta nuda
Non è un cuore
Notturno in Tram a Berlino
Prima che bruci Parigi
Rubai
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Sera
Sotto la pioggia camminava la primavera
Ti amo come se mangiassi il pane
Ti ho sognata
Ti sei stancata di portare il mio peso

   0 commenti     di: Nazim Hikmet


C'è un albero dentro di me

C'è un albero dentro di me
trapiantato al sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli

è un pezzo già che i viaggiatori sono discesi
dai razzi sul pianeta ch'è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c'è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rosa rossa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resto il meno
me ne infischio

   4 commenti     di: Nazim Hikmet


Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.

   5 commenti     di: Nazim Hikmet




Pagine: 123456tutte

Poesie Nazim Hikmet Ran (1902-1963) è stato un poeta turco naturalizzato polacco.
Riconosciuto come uno dei primi fra i poeti turchi ad utilizzare la tecnica dei versi liberi, ha conosciuto una grande notorietà anche in Occidente e la sua produzione letteraria è stata tradotta in diverse lingue.
La sua opera poetica è stata omaggiata nel 2002, quando la Giornata mondiale della poesia proposta dall'UNESCO venne dedicata ai testi poetici di Hikmet.

Potrebbero interessarti anche