PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Poesie di Pablo Neruda

Ti piace Pablo Neruda?  


Pagine: 1234... ultimatutte

lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

   11 commenti     di: Pablo Neruda


Sete di te m'incalza

Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.


Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.


Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.

   0 commenti     di: Pablo Neruda


L'incostante

Gli occhi mi corsero
dietro una bruna che passava.

Era di madreperla nera,
era d'uva scura,
e mi sferzò il sangue
con la sua coda di fuoco.

Dietro tutte
vado.

Passò una chiara bionda
come una pianta d'oro
dondolando i suoi doni.
E la mia bocca andò come in un'onda
scaricando sul suo seno
lampi di sangue.

Dietro tutte vado.

Ma a te, senza muovermi,
senza vederti, te distante,
vanno il mio sangue e i miei baci,
bruna e bionda mia,
alta e piccola mia,
ampia e sottile mia,
mia brutta, mia bellezza,
fatta di tutto l'oro
e di tutto l'argento,
fatta di tutto il frumento
e di tutta la terra,
fatta di tutta l'acqua
delle onde marine,
fatta per le mie braccia,
fatta per i miei baci,
fatta per l'anima mia.

   1 commenti     di: Pablo Neruda


Galoppo morto

Come ceneri, come mari che si popolano
nella sommersa lentezza, nell'informe,
o come si odono dall'alto delle strade
incrociare i rintocchi delle campane in croce,
quando il suono s'è diviso dal metallo,
confuso, pesante, già polvere
nella stessa macina delle forme troppo lontane,
o ricordate o non vedute,
e il profumo delle prugne che rotolano per terra
e marciscono nel tempo, infinitamente verdi.

Tutto ciò che è così rapido, così vivo,
e pure immobile, come la puleggia in sè folle,
le ruote dei motori, infine.
Come i punti secchi nelle suture dell'albero,
silenzioso, intorno:
uniscono così i loro estremi tutti i limbi.
Di dove, verso dove, su quale riva?
Il girare costante, incerto, così muto,
come le serenelle intorno al convento,
o l'arrivo della morte alla lingua del bue
che stramazza con la testa in giù
mentre le corna vogliono suonare.

Così, nell'immobilità, sospesi,
percepire allora, in alto,
come un frusciare immenso d'ali,
come api morte o numeri,
ahimè, quello che il mio cuore pallido
non può abbracciare in moltitudini,
in lacrime che escono a fatica,
in sforzi umani, bufere,
azioni nere scoperte all'improvviso
come isole di ghiaccio, disordine vasto,
d'oceano, per me che entro cantando,
come una spada tra indifesi.

Allora che vuol dire questo alzarsi di colombe
tra la notte e il tempo, come burrone umido?
Questo suono già così lungo
che cade listando di pietre le strade,
o meglio, quando solo un'ora
cresce all'improvviso, allargandosi senza quiete.

Dentro l'anello dell'estate
di colpo le grandi zucche ascoltano
allungano le loro piante commoventi
con molta premura di gonfiarsi
oscure di pesanti gocce.

   0 commenti     di: Pablo Neruda


Sonetto XLIV

Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

T'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.

   2 commenti     di: Pablo Neruda




Pagine: 1234... ultimatutte

Poesie Pablo Neruda (1904 - 1973) è stato un poeta cileno e viene considerato tutt'oggi come uno dei maggiori autori contemporanei della letteratura latino americana Nel 1971 Pablo Neruda ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura.