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Poesie di Patrizia Valduga

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XVI

Sul bianco della brina a lenti fiocchi
si perde un po' di neve silenziosa;
tu avevi un'ombra nera dentro gli occhi,
ogni giorno ti toglieva qualcosa...
Fa così freddo, ti copro i ginocchi,
tu segui la tua ombra misteriosa,
quella farfalla nera, viva e greve,
non l'hai neanche guardata, quella neve.



Frissi d'amor con arte, d'amor scrissi

Frissi d'amor con arte, d'amor scrissi
senz'arte. . . rifritture di riflussi
riscrissi. . . fuor d'ellissi: pissi pissi.
In rime parossitone mi strussi.

Scema, cosi, al naturale, abissi
non sondai, né riflessi colsi o influssi,
afflussi e deflussi male scissi,
e sulla rena disfeci o costrussi.

Risi, mi afflissi, mi rosi... Fui sussi,
testa di turco e testa anche di cazzo,
lessi assai e nulla trassi... Ti sconfissi

o mio cuore, discussi dei tuoi flussi
e sconquassi, li ressi in imbarazzo...
Vissi o non vissi? Se vissi, malvissi.



Vieni, entra e coglimi

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.

Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi... spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.