Les sanglots longs
des violons
de l’automne
blessent mon coeur
d’une longueur monotone.
Tout suffocant
et blème, quand
sonne l’heure,
je me souviens
des jours anciens
et je pleure,
et je m’en vais
au vent mauvais
qui m’emporte
deçà, delà,
pareil à la
feuille morte.
Mistiche barcarole,
romanze senza parole,
cara, poiché i tuoi occhi
color del cielo,
poiché questa tua voce,
insolita visione che mi scuote
e mi turba l'orizzonte
della ragione,
poiché l'aroma insigne
del tuo pallore di cigno,
e poiché il candore
del tuo odore,
poiché tutto il tuo essere,
musica penetrante,
nimbi d'angelo morti,
toni e profumi,
ha condotto il mio cuore
sottile in sua corrispondenza
con alme e cadenze,
così sia!!!
Suono allegro, importuno, d'un clavicembalo sonoro.
(Pétrus Borel)
Il pianoforte baciato da una fragile mano
vagamente riluce nella sera rosa e grigia,
mentre con un lievissimo frèmito d'ala
un'aria molto antica, flebile, incantevole,
si aggira discreta, quasi spaurita,
nel boudoir che conserva il Suo profumo.
Cos'è questa nenia improvvisa
che lenta dondola il mio povero essere?
Che vorresti da me, dolce Canto scherzoso?
Cos'hai voluto, ritornello fine ed incerto
che morirai ben presto alla finestra
semiaperta sul piccolo giardino?
Tenera, la giovane donna fulva,
eccitata da tanta innocenza,
sussurra alla bionda giovanetta
queste parole, piano, dolcemente:
"Linfa che sale e fiore che sboccia,
la tua infanzia è una pergola:
lascia vagare le mie dita nel muschio
dove brilla il bocciolo di rosa,
"Lasciami bere nell'erba chiara
le gocce di rugiada
che bagnano il tenero fiore,
"Affinché, mia cara, il piacere
illumini la tua candida fronte
come l'alba il timido azzurro"
Un grande sonno nero
cade sulla mia vita:
dormite, ogni speranza,
dormite, ogni desìo!
Io non vedo più nulla,
e perdo la memoria
del male e del bene...
Oh, triste storia!
Io sono una culla
che una mano dondola
nel vuoto d'una tomba:
silenzio, silenzio!