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Poesie di Raymond Carver

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Pagine: 123tutte

La finestra

Stanotte è arrivato un temporale e ha fatto saltare
l'elettricità. Quando ho guardato fuori
dalla finestra, gli alberi erano traslucidi.
Curvi e ricoperti di brina. Una calma enorme
s'estendeva sull'intera campagna.
Pur sapendo che non era vero, in quel momento
avevo la sensazione di non aver mai fatto, in vita
mia, una falsa promessa né d'aver mai commesso
neanche un atto impuro. I miei pensieri
erano pieni di virtù. Più tardi, nella mattinata,
naturalmente, hanno riattaccato l'elettricità.
Il sole è uscito da dietro le nuvole
e ha sciolto la brinata.
E tutto è tornato come prima.

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Dolce far nulla

Un attimo fa ho dato un'occhiata nella stanza
ed ecco quel che ho visto:
la mia sedia al suo posto, accanto alla finestra,
il libro appoggiato faccia in giù sul tavolo.
E sul davanzale, la sigaretta
lasciata accesa nel posacenere.
Lavativo!, mi urlava sempre dietro mio zio,
tanto tempo fa. Aveva proprio ragione.
Anche oggi, come ogni giorno,
ho messo da parte un po' di tempo
per fare un bel niente.

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Ultimo frammento

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos'è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

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Poesia e Cadillac

Neve nuova su ghiaccio vecchio, questa notte. E ora,
diretto in città per commissioni, distratto dalla fanghiglia
che ha in testa, fa una frenata troppo brusca.
E si ritrova in un macchinone fuori controllo,
che slitta di traverso sull'asfalto nell'immensa
calma del mattino invernale. Diretto
inesorabilmente verso l'incrocio.
Le cose che gli passavano per la mente?
Il filmato che ha visto in tv su tre gatti randagi
e un macaco con gli elettrodi fissati
nel cervello; la volta che si è fermato a fotografare
un bufalo vicino al punto in cui il Little Big Horn
sfocia nel Big Horn; la sua nuova canna in grafite
con Garanzia a vita limitata;
i polipi che il medico gli ha trovato nell'intestino;
quel verso di Bukowski che ogni tanto gli frulla in testa:
Piacerebbe a tutti andare in giro con una Cadillac del 1995.
La sua mente un alveare di arcana attività.
Anche per tutto il tempo che ci e voluto alla macchina
per slittare in tondo sulla strada fino a ritrovarsi
nella direzione da cui proveniva.
La direzione di casa e di relativa sicurezza.
Il motore s'è spento. L'immensa calma
è di nuovo scesa. Si è tolto il berretto di lana
e si è asciugato il sudore sulla fronte. Ma dopo
una breve riflessione, ha riacceso il motore, fatto manovra
ed è tornato a dirigersi in città.
Più cauto, certo. Ma ripensando sempre
alle stesse cose di prima. Ghiaccio vecchio, neve nuova.
Gatti. Una scimmia. La pesca. Bufali allo stato brado.
La poesia pura d'immaginare una Cadillac
che non è stata ancora costruita. L'effetto umiliante
delle dita del medico.

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Le ragazze

Scordati ogni esperienza che provoca sussulti.
E qualsiasi cosa abbia a che fare con la musica da camera.
Musei in piovosi pomeriggi domenicali, eccetera.
I vecchi maestri. Tutta quella roba.
Scordati le ragazze. Cerca di scordartele.
Le ragazze. E tutta quella roba là.

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