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Poesie di Vincenzo Monti

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Pensieri d'Amore

Oh se lontano dalle ree cittadi
in solitario lido i giorni miei
teco, mi fosse trapassar concesso!
Oh se mel fosse! Tu sorella e sposa,
tu mia ricchezza, mia grandezza e regno,
tu mi saresti il ciel, la terra e tutto.
Io ne' tuoi sguardi e tu ne' miei felice,
come di schietto rivo onda soave
scorrer gli anni vedremo, e fonte in noi
di perenne gioir fòra la vita.
Poi, quando al fine dell'etade il gelo
de' sensi avrebbe il primo ardor già spento,
e in fuga si vedrian volti i diletti
all'apparir delle canute chiome,
amor darebbe all'amistade il loco;
dolce amistade, che dal caldo cenere
delle passate fiamme altra farebbe
germogliar tenerezza, altri contenti.
Oh contenti! oh speranze!... Un importuno
fremer di vento mi riscosse, e tutta
sparve col mio delirio anche la gioia.

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Alta è la notte

Alta è la notte, ed in profonda calma
dorme il mondo sepolto, e in un con esso
par la procella del mio cor sopita.
Io balzo fuori delle piume, e guardo;
e traverso alle nubi, che del vento
squarcia e sospinge l'iracondo soffio,
veggo del ciel per gl'interrotti campi
qua e là deserte scintillar le stelle.
Oh vaghe stelle! e voi cadrete adunque,
e verrà tempo che da voi l'Eterno
ritiri il guardo, e tanti Soli estingua?
E tu pur anche coll'infranto carro
rovesciato cadrai, tardo Boote,
tu degli artici lumi il più gentile?
Deh, perché mai la fronte or mi discopri,
e la beata notte mi rimembri,
che al casto fianco dell'amica assiso
a' suoi begli occhi t'insegnai col dito!
Al chiaror di tue rote ella ridenti
volgea le luci; ed io per gioia intanto
a' suoi ginocchi mi tenea prostrato
più vago oggetto a contemplar rivolto,
che d'un tenero cor meglio i sospiri,
meglio i trasporti meritar sapea.
Oh rimembranze! oh dolci istanti! io dunque,
dunque io per sempre v'ho perduti, e vivo?
e questa è calma di pensier? son questi
gli addormentati affetti? Ahi, mi deluse
della notte il silenzio, e della muta
mesta Natura il tenebroso aspetto!
Già di nuovo a suonar l'aura comincia
de' miei sospiri, ed in più larga vena
già mi ritorna su le ciglia il pianto.

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