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Poesie di Vladimir Majakovskij

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Non ho bisogno di te

Tanto lo so
tra breve creperò
se davvero tu esisti
o dio
o mio dio
se fossi tu a tessere il tappeto stellato
se questo tormento ogni giorno moltiplicato
è per me un tuo esperimento
indossa la toga curiale.
La mia visita attendi
sarò puntuale
non tarderò ventiquattr'ore.
Ascoltami
altissimo inquisitore!



Ascolta

Gettami in viso la parola terribile.
Perché non vuoi udire?
Non senti che ogni tuo nervo contorto
urla come una tromba di vetro
l'amore è morto...
l'amore è morto...
ascolta
rispondimi senza mentire...
come due fosse
in viso ti si scavano gli occhi...
lo so che già consumato è l'amore.
Ormai
a più d'un segno vi riconosco la noia



Qualche parola su me stesso

Amo guardare come muoiono i bambini.
L'avete mai vista la brumosa onda della risacca del riso
dietro la proboscide della tristezza?
Io, invece,
nella biblioteca delle strade
ho sfogliato così spesso il volume delle tombe.
La mezzanotte
palpava con fradicie dita
me
e il chiuso steccato,
e con la calvizie delle cupola imperlata dall'acquazzone
galoppava la cattedrale impazzita.
E vedo: Cristo fuggiva dall'icona,
e la fanghiglia baciava in lacrime
il lembo della tunica sbattuto dal vento.
Io grido contro il muro,
conficco il pugnale delle parole frenetiche
nella polpa del cielo inturgidito:
<< Sole!
Padre mio!
Abbi tu almeno pietà, non tormentarmi!
È il sangue mio da te versato che scorre sul lungo cammino.
È la mia anima
in quei brandelli della lacerata nuvola
sull'arrugginita croce del campanile
nel cielo riarso!
Tempo!
Almeno tu, sciancato pittorucolo di icone,
dipingi la mia immagine
nel sacrario del secolo deforme!
Sono solitario come l'ultimo occhio
di un uomo in cammino verso la terra dei ciechi>>.



A voi

Voi che passate da un'orgia all'altra,
che avete il bagno e il gabinetto caldo!
Non provate vergogna a leggere sui giornali
le proposte per la croce di San Giorgio?!

Sapete voi, incapaci, numerosi,
voi che pensate al mondo di rimpinzarvi meglio, —
che forse or ora una bomba ha dilaniato
le gambe al tenente Petròv?...

Se egli, condotto al macello,
vedesse a un tratto, crivellato di ferite,
come canticchiate lascivi Severjànin
con il labbro unto di cotoletta!

A voi dunque, amatori di donne e di pietanze,
dare la vita per farvi piacere?!
Piuttosto nel bar servirò alle puttane
succo d'ananasso!



Alle insegne

Leggete libri di ferro!
Sotto il flauto d'una lettera indorata
si arrampicheranno marene affumicate
e navoni dai riccioli d'oro.

E se con allegra cagnara
turbineranno le stelle "Maggi",
anche l'ufficio di pompe funebri
moverà i propri sarcofaghi.

Quando poi, tetra e lamentevole,
spegnerà i segnali dei lampioni,
innamoratevi sotto il cielo delle bettole
dei papaveri sui bricchi di maiolica.





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Vladimir Majakovskij e' stato un poeta e drammaturgo sovietico, cantore della rivoluzione d'Ottobre e maggior interprete del nuovo corso intrapreso dalla cultura russa post-rivoluzionaria. Nel 1911 si iscrisse all'Accademia di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca dove incontrò David Burljuk, che, entusiasmatosi per i suoi versi, gli propose 50 copechi al giorno per scrivere. Majakovskij aderì al cubofuturismo russo, firmando nel 1914 insieme ad altri artisti (Burljuk, Kamenskij, Kručёnych, Chlebnikov) il manifesto "Schiaffo al gusto del pubblico".

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