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Poesie di William Shakespeare

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Sonetto 122

Il dono tuo, il quaderno, è dentro la mia mente
Scritto tutto in memoria imperitura,
Che assai più durerà di quelle vuote pagine,
Oltre ogni termine, fino all'eternità.
O almeno fino a che la mente e il cuore
Avranno da natura la facoltà di esistere,
Finchè al labile oblìo non daran la lor parte
Di te, il tuo ricordo non potrà cancellarsi;
Quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere,
Né mi occorre un registro per segnare il tuo amore;
Per questo ho osato dar via il tuo quaderno,
Fidando invece in quello che meglio riceve.
Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti
Equivarrebbe a ammettere ch'io so dimenticarti.



sonetto 92

Fai pure del tuo peggio per sottrarti a me,
ma per tutta la vita mi apparterrai:
vita che non durerà più a lungo del tuo amore,
perché essa completamente da quell'amore dipende.
Non devo perciò temere il massimo dei mali,
dal momento che il minimo di essi mi può causare la fine;
esiste per me un più felice stato
di questo continuo dipendere dai tuoi umori!
Tu non puoi torturarmi con la tua incostanza,
ne va della mia vita col tuo disdegno.
Oh, quale titolo alla felicità posseggo:
pago di avere il tuo affetto, contento di dover morire!
C'è cosa tanto bella che non tema macchia?
Tu potresti ingannarmi e io non saperlo.



Sonetto 61

Per tua volontà è che restano aperti
i miei occhi dalla notte appesantiti?

Ami irrompere nei miei sogni certi
me irridendo con tuoi simili miti?

Mandi il tuo spirito da te lontano
per osservare me e tutto ciò che faccio,
per scoprire vergogne e animo vano
della tua gelosia più saldo laccio?

Oh no, il tuo amore non è così vasto;

è il mio amore a tener svegli i miei occhi,
tenuto sveglio dal mio amore casto,
a far sì che io tuo guardiano mi blocchi.

Per te io veglio mentre tu vegli ovunque

via da me, ma accanto ad altri comunque.



Sonetto 55

Non il marmo, né i monumenti d’oro
vivranno più della potente rima;

ma tu brillerai ancor più in questo coro
che pietre private dal tempo in stima.

Quando devasterà statue la guerra
e le truppe distruggeranno i marmi,

Marte, fuoco e spada, fallirà in terra
a radere il tuo ricordo dai carmi.

Contro i nemici oblio e pallida morte,
avanzerai e troverai lode e posto
in quelli dei tuoi posteri occhi e corte
pagandone fino al Giudizio il costo.

E finché esso non sarà sentenziato,
tu vivrai qui, e negli occhi dell’amato.



Sonetto 34

Perché mi promettesti una splendida giornata
inducendomi ad uscire senza il mio mantello
per far che nere nuvole mi cogliessero in cammino,
velando il tuo splendore nel loro infesto fumo?
Non basta che tu irrompa fra le nuvole
ad asciugar la pioggia sul mio stravolto viso,
perché nessuno può apprezzare un farmaco
che rimargina la ferita e non guarisce il male:
né può la tua vergogna alleviare il mio dolore,
anche se ti penti a me resta sempre il danno:
la pena di chi offende offre un debole conforto
a chi porta la croce di una dura offesa.
Ma son perle quelle lacrime che il tuo amore versa,
perle preziose e riscattano ogni cattiva azione.





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Poesie William Shakespeare (1564 - 1616) 5egrave; stato un poeta inglese e viene tutt'oggi considerato uno dei maggiori autori di sempre.
Shakespeare ha infatti prodotto uno straordinario numero di sonetti, testi teatrali, e altri tipi di poemi.
I suoi lavori sono stati tradotti in moltissime lingue e vengono messi in scena ancora oggi in tutto il mondo. Tra le principali opere si ricordano Romeo e Giulietta, Otello, Macbeth, La bisbetica domata, Il mercante di Venezia e molte altre.
Oltre alle opere letterarie rimangono anche molti aforismi e frasi celebri di William Shakespeare.