username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Poesie di William Shakespeare

Ti piace William Shakespeare?  


Pagine: 123456tutte

Sonetto 24

Il mio occhio s'è fatto pittore ed ha tracciato
L'immagine tua bella sul quadro del mio cuore;
il mio corpo è cornice in cui è racchiusa,
Prospettica, eccellente arte pittorica,
Ché attraverso il pittore devi vederne l'arte
Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta,
Custodita nella bottega del mio seno,
Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre.

Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda:
I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi
Son finestre al mio seno, per cui il Sole
Gode affacciarsi ad ammirare te.

Però all'arte dell'occhio manca la miglior grazia:
Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore



Sonetto 141

Per la verità, io non ti amo coi miei occhi,
perché essi vedono in te un mucchio di difetti;
ma è il mio cuore che ama quel che loro disprezzano
e, apparenze a parte, ne gode alla follia.
Né i miei orecchi delizia il timbro della tua voce,
né la mia sensibilità è incline a vili toccamenti,
né il mio gusto e l'olfatto bramano l'invito
al banchetto dei sensi con te soltanto.
Ma né i miei cinque spiriti, né i miei cinque sensi
possono dissuadere questo mio sciocco cuore dal tuo servizio,
avendo ormai perso ogni sembianza umana,
ridotto a schiavo e misero vassallo del tuo superbo cuore.
Solo in questo io considero la mia peste un bene:
che chi mi fa peccare, m'infligge pure la penitenza.



Sonetto 1

Di esseri belli esigiamo un erede,
Non morirà mai l’essenza di rosa,
Se, quando al tempo maturando cede,
Un tenero bocciolo al suolo posa;

Ma se tu ti rimiri luminoso,
La tua fiamma s’illumina da sola,
Carestia su terreno rigoglioso,
Tu stesso tuo nemico a te si immola.

Ora tu sei del mondo il fresco gioiello,
Unico araldo della primavera,
Sotterri ciò che dentro te è più bello,
Spreco avaro di ciò che di te è fiera.

Pietà del mondo abbi, che non soccomba

Ciò che devi al mondo nella tua tomba.



Sonetto 34

Perché mi promettesti una splendida giornata
inducendomi ad uscire senza il mio mantello
per far che nere nuvole mi cogliessero in cammino,
velando il tuo splendore nel loro infesto fumo?
Non basta che tu irrompa fra le nuvole
ad asciugar la pioggia sul mio stravolto viso,
perché nessuno può apprezzare un farmaco
che rimargina la ferita e non guarisce il male:
né può la tua vergogna alleviare il mio dolore,
anche se ti penti a me resta sempre il danno:
la pena di chi offende offre un debole conforto
a chi porta la croce di una dura offesa.
Ma son perle quelle lacrime che il tuo amore versa,
perle preziose e riscattano ogni cattiva azione.



Sonetto 135

Whoever hath her wish, thou hast thy Will,
And Will to boot, and Will in overplus;
More than enough am I that vex thee still,
To thy sweet will making addition thus.
Wilt thou, whose will is large and spacious,
Not once vouchsafe to hide my will in thine?
Shall will in others seem right gracious,
And in my will no fair acceptance shine?
The sea all water, yet receives rain still
And in abundance addeth to his store;
So thou, being rich in Will, add to thy Will
One will of mine, to make thy large Will more.
Let no unkind no fair beseechers kill;
Think all but one, and me in that one Will.




Se ogni donna ha quel che vuole, tu hai il tuo Will,
e un Will ancora, e un Will in sovrappiù;
e sono d'avanzo io, che sempre ti molesto,
aggiungendomi così alla tua dolce voglia.
Non vorrai tu, la cui voglia è larga e spaziosa,
concedermi una volta di celare la mia voglia nella tua?
Dovrà l'altrui voglia apparire tutta grazia
e alla mia voglia non arriderà gentile accoglienza?
Il mare, tutto acqua, riceve pur sempre la pioggia,
e in abbondanza accresce le sue scorte;
così, tu che di Will sei ricca, aggiungi al tuo Will
una mia voglia per far ancor più larga la tua voglia.
Il tuo crudele "no" non uccida gentili pretendenti:
pensali tutti quanti uno, e me unico Will in tutta quella voglia.





Pagine: 123456tutte

Poesie William Shakespeare (1564 - 1616) 5egrave; stato un poeta inglese e viene tutt'oggi considerato uno dei maggiori autori di sempre.
Shakespeare ha infatti prodotto uno straordinario numero di sonetti, testi teatrali, e altri tipi di poemi.
I suoi lavori sono stati tradotti in moltissime lingue e vengono messi in scena ancora oggi in tutto il mondo. Tra le principali opere si ricordano Romeo e Giulietta, Otello, Macbeth, La bisbetica domata, Il mercante di Venezia e molte altre.
Oltre alle opere letterarie rimangono anche molti aforismi e frasi celebri di William Shakespeare.