PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Poesie di William Shakespeare

Ti piace William Shakespeare?  


Pagine: 123456tutte

Sonetto 34

Perché mi promettesti una splendida giornata
inducendomi ad uscire senza il mio mantello
per far che nere nuvole mi cogliessero in cammino,
velando il tuo splendore nel loro infesto fumo?
Non basta che tu irrompa fra le nuvole
ad asciugar la pioggia sul mio stravolto viso,
perché nessuno può apprezzare un farmaco
che rimargina la ferita e non guarisce il male:
né può la tua vergogna alleviare il mio dolore,
anche se ti penti a me resta sempre il danno:
la pena di chi offende offre un debole conforto
a chi porta la croce di una dura offesa.
Ma son perle quelle lacrime che il tuo amore versa,
perle preziose e riscattano ogni cattiva azione.



Sonetto 135

Whoever hath her wish, thou hast thy Will,
And Will to boot, and Will in overplus;
More than enough am I that vex thee still,
To thy sweet will making addition thus.
Wilt thou, whose will is large and spacious,
Not once vouchsafe to hide my will in thine?
Shall will in others seem right gracious,
And in my will no fair acceptance shine?
The sea all water, yet receives rain still
And in abundance addeth to his store;
So thou, being rich in Will, add to thy Will
One will of mine, to make thy large Will more.
Let no unkind no fair beseechers kill;
Think all but one, and me in that one Will.




Se ogni donna ha quel che vuole, tu hai il tuo Will,
e un Will ancora, e un Will in sovrappiù;
e sono d'avanzo io, che sempre ti molesto,
aggiungendomi così alla tua dolce voglia.
Non vorrai tu, la cui voglia è larga e spaziosa,
concedermi una volta di celare la mia voglia nella tua?
Dovrà l'altrui voglia apparire tutta grazia
e alla mia voglia non arriderà gentile accoglienza?
Il mare, tutto acqua, riceve pur sempre la pioggia,
e in abbondanza accresce le sue scorte;
così, tu che di Will sei ricca, aggiungi al tuo Will
una mia voglia per far ancor più larga la tua voglia.
Il tuo crudele "no" non uccida gentili pretendenti:
pensali tutti quanti uno, e me unico Will in tutta quella voglia.



Sonetto 22

Non mi convincerà lo specchio ch'io sia vecchio,
fin quando tu e giovinezza avrete gli stessi anni;
ma quando vedrò il tuo volto solcato dalle rughe,
allora m'aspetto che morte termini i miei giorni.
Infatti, tutto il decoro di tua bellezza
non è che luminosa veste del mio cuore
che vive nel tuo petto, come il tuo nel mio:
e allora come potrei essere di te più vecchio?
Perciò, amore mio, abbia di te gran cura,
come anch'io farò, non per me, ma per tuo bene,
costudendo il tuo cuore teneramente,
come nutrice col suo bimbo, che non gli incolga male.
Non contare sul tuo cuore quando il mio sia spento;
tu me lo donasti non per averlo indietro.



sonetto 33

Quante volte ho visto un raggiante mattino
blandire le vette dei monti con occhio maestoso,
baciare i verdi prati con aureo volto,
dorare i pallidi ruscelli con celeste alchimia
e subito permettere ad oscure nubi di passare
con minacciosa furia sul suo divino aspetto
e nascondere il suo viso al mondo abbandonato,
fuggendo con vergogna furtivo ad occidente.
Proprio così il mio sole un mattino brillò
sulla mia fronte con esultante splendore;
ma ahimè, non fu mio che per un'ora,
una massa di nuvole or me lo ha nascosto.
Ma non per questo il mio amore lo disdegna;
i soli terreni si oscuran se il sole del cielo s'adombra.



sonetto 31

Prezioso mi è il tuo cuore per tutti i cuori
che mancandomi consideravo come morti,
e ivi amor predomina con tutte le sue doti
e vivon quegli amici che pensavo ormai sepolti.
Quante sante rispettose funeree lacrime
un caro devoto amore ha strappato agli occhi miei
qual tributo a quei morti che or si svelano
memorie lontane che in te giacciono rinchiuse!
Tu sei la tomba ove sepolto vive l'amore
circondato dai ricordi dei miei passati affetti,
che ti hanno ceduto quanto di mio avevano -
quel che era di molti, ora è soltanto tuo:
in te io vedo le loro immagini che ho amato,
e tu con loro, hai tutto il tutto mio.





Pagine: 123456tutte

Poesie William Shakespeare (1564 - 1616) 5egrave; stato un poeta inglese e viene tutt'oggi considerato uno dei maggiori autori di sempre.
Shakespeare ha infatti prodotto uno straordinario numero di sonetti, testi teatrali, e altri tipi di poemi.
I suoi lavori sono stati tradotti in moltissime lingue e vengono messi in scena ancora oggi in tutto il mondo. Tra le principali opere si ricordano Romeo e Giulietta, Otello, Macbeth, La bisbetica domata, Il mercante di Venezia e molte altre.
Oltre alle opere letterarie rimangono anche molti aforismi e frasi celebri di William Shakespeare.