Su verde fusto
Pungono a lo toccare
Insensibili
Nascendo però in cima
Eccezionale fiore
A notte bianca, lucente stellanza
Gesta fatate, passioni follette,
Occhi parlanti, fedele rischiara.
Sagre ne li borghi d'avi piazzali,
Tavoli spàrgon sentore sperduto:
Obbligo saldo pè giovine ignaro!
Niuno nomina
Ovunque esso si trova
Noto l'amico
Opportun de Rodrigo
Misericordiato poi.
Così... Silenziosa per l'Eden ti sei avviata!
Orda di angeli t'hanno ossequiata
Mentr'io non trovo chi sola
Era la mamma, ch'ora non ho.
Umile nel tuo generoso
Nel dì di nero imbellettato
A te piangevo agognata sorte.
Montagne pregne d'amore
Adesso mai più scalerò.
Mamma mai più a spalancate braccia
Mi accoglierai. Conforto s'assenta
Allo scorrere dell'aspro tempo!
Preferisco che la mia vita
ospiti quella degli altri
come perle in una cassaforte,
o per lo meno, le protegga.
Preferisco che la mia vita
entropia del mondo che mi circonda,
riesca a espandersi come sabbia nell'oceano,
valicando confini inesplorati.
Oltraggiando antiche credenze
lascio scivolare sulla mia pelle
tabù e pensieri cattivi
ascoltanto il mio io.
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Un acrostico è un componimento poetico in cui le lettere iniziali dei versi formano una parola o una frase - Definizione Wikipedia