S'ode da lontano
nu tammurru assordato,
piano piano
na figura avanzava,
impeterrita
con a petto la coccarda,
de li colori cari
a lo stivaale intero,
senza parole
e senza emozione
si lasciò impiccare
per un'Italia
che oggi odiamo.
A lo inno
de lo alemanno
e a la voce
de lo Duce,
l'Italia
perse
la sua fiducia.
La mia terra madre, è questa la mia gioia,
Mi da aria, sole, monti e mare
Senza chiedere niente in cambio.
La sua lingua, così bella e profonda
Rispecchia il carattere guerriero
E tenero di chi le appartiene.
La mia vita, così unita a questa natura
Che solo la mia terra sa dare,
La terra Sarda.
Lo Primo,
idealista sognatore,
da lontan le fil
tesseva,
de la Giovine Italia
e de l'Europa poi;
lo Secondo,
nient'altro far
sapea
che menar
di spada,
seppur li veri problemi
de li popoli italiani
ignorava;
lo Terzo,
ne la sua musica
e ne lo suo nome
le speranze
de l'Italia tutta,
a giusta ragion
riposte erano.
Ranocchietto piccolo e scontroso
che ti nascondi timido e sfuggente
nelle paludi stagnanti e nei rivoli d'acqua.
Cra... cra... cra quanto reclami,
cra... cra... cra... quanto hai da dire.
Racconti del tuo mondo solitario,
libero di saltellare in una natura incontaminata
ricca e rigogliosa
in un silenzio che da tanta pace,
e che solo il borbottio
dell'acqua mossa dal vento cald
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