Sepolti s'agitano
sotto quintali di Storia
i ricordi evanescenti
dei morti
che inorridiscono
dinnanzi al sordo
rumore delle suole insolenti
che insistenti
continuano a percuotere
i loro imperiali corpi.
È caduta la reale
tra i rifiuti dei plebei,
quanto le dovrà far male
lei sirena degli dei,
nelle ceneri più nere
senza avere un salvatore,
ma non certo per volere
del suo amante fumatore,
quel custode che or riposa
ma da sveglio fa diluvio,
e risponde a chi non osa
solo al nome di Vesuvio.
Resta fermo lo stivale
bravo solo ad osservare,
e anche dalla
Stasera l'argenteo astro
a nanna se ne sta,
eppure na barchetta ancora va,
lasciandosi cullare
da le bianche onde marine
riflesse qui e là
da qualche buona stella,
che ne indica il cammino.
Ho sempre amato la bandiera.
Come non potrei?
Ci parla la bandiera,
di eroi che hanno combattuto
e che in lei, ci hanno creduto.
È un simbolo che ci accomuna,
che ci fa sentire fieri,
fratelli,
e forse, a pensarci, è per questo
che amo i mondiali di calcio,
perché è una delle poche occasioni
dove ci si sente uniti,
una sola voce,
un solo coro,
un solo inno.
Tengo sempre un
In ginocchio
e a mani giunte
prego
per il mio
altrove
Lassù sulle cime
imbiancate
l'aria
è cristallo
Dio è vicino
In ginocchio
mi prostro
piccolo
uomo
e a mani giunte
prego.
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