Tunisia, Tunisia, Tunisia...
È giunta l'ora della liberazione!
Il coraggio è stato il frutto della magia
e il miracolo della Rivoluzione
E il grande risorgimento
da tanto atteso con passione
È durato tanto l'addormentamento
e il reagire è stata l'unica soluzione
Mia dolce e ferita Tunisia!
di te oggi non mi burlo
più, più... mai più tirannia!
Con te oggi piango e urlo
Quanto avremmo voluto festeggiarli con solennità e gratitudine
per tutti quegli eroi che sparsero il loro giovane sangue per un ideale inseguito, raggiunto e appena assaporato
perché strappati alla vita e ai nobili progetti.
Noi ringraziamo sì valorosi personaggi,
ma che penseranno loro di noi che stiamo distruggendo
quanto di grande avevano realizzato?
Festeggiare centocinquanta ann
Non bisogna
dimenticare mai
chi siam stati,
anche nelle vesti
dei nostri antenati;
l'Italia
non è
una torta al cioccolato,
per farla
non c' è stata farina,
acqua e burro
o che so io;
ma il sangue
dei nostri avi,
che andavano
a morire
e non sapevano
nemmeno il perché,
ma per ubbidienza ceca
a chi le redini
tirava,
e purtroppo
tira ancora.
L'Italia
degli oscuri secoli,
in piccoli Stati
spezzettata
ed in disordine
con gli Ordini Costituiti,
palla da ping pong
in mano
alle Potenze straniere
inesorabile fu.
Oggi,
di un'Europa Unita
s'illude,
poiché,
i fili del potere,
sono sempre
le stesse Potenze,
a loro capriccio
tirarli.
VII Secolo: regnasti sovrana.
La Città Santa -e così fu di anno
In anno!-. Il Basileus partì per te
Alla Riconquista e scalzo abbracciò
La Croce -non Cosroe II, figlio delle terre di Ctesifonte-.
E Maometto lanciava silenzi, mentre Eraclio
-l'infaticabile-
Fagocitava l'impero Persiano.
Vestito di stracci -troppo umili- come un nomade,
coperto da un mantello rattoppato,
il Califfo i
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