È mattino, cammino tra la folla
la vedo agitata e indifferente,
l'orologio sempre tra le mani,
ogni istante è prezioso per loro.
E in questa frenesia
di arrivare per primi,
non si accorgono
di spingere, costringendo
qalcuno ad aggrapparsi
a qualcosa per non cadere.
Corrono, corrrono,
ma dove vogliono arrivare,
fermatevi un istante,
provate per un secondo
bussare alla porta ac
Un giorno le mie orecchie
si sono aperte e hanno sentito
il cinguettar degli uccellini,
e i miei occhi hanno visto
la bellezza dei fiori.
E tutto questa meraviglia
è diventata una esplosione
di luce e di colori
come un quadro di un pittore.
Eppure tra tanto colore
tante sfumature grigiastre
si presentano
davanti agli occhi miei
e dei gemiti odono le mie orecchie.
Sono quelli
il mio nome fu terra furiosa,
guidai cavallerie da macello
su crinali imbiancati di nebbia.
ma che sia festa nei borghi lontani:
che le mie urla non disturbino
il sonno del giusto.
il mio nome è catena di scacchi:
scuoto e carezzo, invisibile saccente.
è il futuro che ti cerca? o è forse il mare?
dove il tutto scorre placido
e il domani è morire.
il mio nome è Amore,
il semidio an
E volgo lo sguardo, e lo vedo, il capo mi si china, e l’anima mia lo guarda.
Mi sconcerta e mi duole la vista di costui,
ha gli occhi buoni, e la magrezza della sofferenza,
lo sguardo suo non reggo, e mi scoraggio, e continua a guardarmi,
mi confonde costui, non lo sopporto,
mi tende la sua mano scarna, mi ritraggo, e mi vergogno,
sì, dell’opulenza mia, io mi vergogno.
"Signore, aiutami, ti prego.." Questa fu
la richiesta della donna slava, o rom, chi saprà mai.
Portava in mano un mazzo di biro blu,
come un fascio di rose marine, strette nei pugni.
Mi chiama prima come per chiedere un'informazione
(nell'"altro modo", altrimenti, non avrei risposto,
sicuramente), per poi farmi la solita disperata, disperata,
richiesta di soccorso napoletana.
Io pensa
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