Scorre il Tago qui la Torre di Belèm vi si rispecchia
folla festante oggi variopinta di scialli venditrici
un pittore di strada e più in là un vecchio gelataio
al gradin più basso lì seduta la piccola musicante
suona vibra la fisarmonica s'ode una triste aria
il cagnolin suo lì bardato a festa il capin scuote
ma vuota è la scatola che invan l'obolo attende
forse il suo pensier è
Davanti a occhi increduli
Senza via d'uscita,
Io me ne sto nei miei pensieri
E guardo gli occhi di chi problemi non ha.
Sarò considerato un egoista,
Ma mentre io sorriderò con gli spensierati,
voi avrete solo l'amaro di un sorriso che non vi appartiene.
Provo a fuggire dalla malinconia..
E solo chi non ne ha
Mi puoi aiutare.
sempre il clochard
è fonte di poetica
ispirazione...
Vede il poeta
in quel vagabondar
l'incarnarsi della libertà.
Ben egli
col suo modus vivendi
attua l'evangelico
discorso della Montagna
ove il celeste Maestro
ricordò all'umana gente
di non porsi in affanno
ma di viver la vita
in pace e serenità
in quanto
è il Padre
in Santa Provvidenza
a nutrire i figli
come la
E volgo lo sguardo, e lo vedo, il capo mi si china, e l’anima mia lo guarda.
Mi sconcerta e mi duole la vista di costui,
ha gli occhi buoni, e la magrezza della sofferenza,
lo sguardo suo non reggo, e mi scoraggio, e continua a guardarmi,
mi confonde costui, non lo sopporto,
mi tende la sua mano scarna, mi ritraggo, e mi vergogno,
sì, dell’opulenza mia, io mi vergogno.
Picchiettio nella notte d'un lontano
tepore d'amor sperduto nel cielo,
avvolto solo dalla remota stranezza di un perdono dimenticato.
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