Ho camminato sulla terra nuda
Su sassi e rovi pungenti...
Un vento arido, caldo
Ha portato via chi m'ha protetto
E abbracciato piccola
E chi, piccolo germoglio,
abbracciar non potei.
Mi graffia la realtà
Con le sue ruvide mani
E allora chiudo gli occhi
E corro sfiorando coi piedi
Verdi prati fioriti
Nel sole di primavera
Tra musiche e canti
Che si librano nell'aria
Senza spartiti
Sottotitolo "Volver a Ver "
-Quando
mi masturbo
non penso ad una donna
ma ad un grattacielo celeste
in erezione
nei cui sotterranei
io possa parcheggiare
gratuitamente
lontano dalle Parche
la mia Volvo color giallo canarino -
-L'Indivisibile
si divise
diventando cosi microscopicamente grande da divenire invisibile a tutti
dalla sua innumerevole porta uscirono
C'è nello sfrenarsi dei sensi
nel godere di un cibo
di un fiore, di un corpo
una fame
che è solo nostalgia
Se ti fermi c'è un baratro
il futuro, incerto
la morte
un incendiarsi di stoppie
cenere
il nulla
dal quale nasciamo
la nostra scarsa memoria
Non si può vivere
senza nessun cielo
- Ossi e non ossi
occhi ridotti e smossi
Fossi a ridossi
(haiku d'ouverture e se chiudevo qui la poesia era mille volte meglio )-
Se sollevi le braccia della storia
-non Te lo consiglio Amico mio "inside man " anche se ridere fa bene ad un cuore matto le Tue scheletriche ossa non troveranno traccia in queste poche righe del soffio vitale dell'uomo "Atman" neanche entrando di soppia
Pur essendo libero ed innocente nelle quattro stazioni calviniste del suo essere trapiantato in pelo di gatto
lui
che sognava di costruirsi un albergo castello aperto a tutti i venti dei campi elisi
a causa di un imprevisto occasionato da un probabile vicolo corto e stretto finì senza passare dal giudice Via mandando in prigione mezza Italia e più al posto suo
ah fosse rimasto a scrive
La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Poesie catartiche.