Razzi assassini di fiocchi funambolici
cosmici, assaggi di istinti paralleli fatui e iperboli
iperbarici claustrofobie d'abbracci magnetici
febbri diluviane invadono impavide linee sottili
Fiori cosparsi su catene gelide
aspettanti il sole che scalda e da vita
in notti di piogge roventi, limpide
e attraenti.. il solo che schioda in un insana ingordigia
Finchè il mio sospiro divenne mi
Una goccia nel mare
questo mio tempo
viver di singulti
slanci presto perduti
dimenticati
Ma quanto conta un anno
o cento
quanto contan questi anni
accartocciati
che corron sempre più svelti
che non sia solo cenere
questo mio cercarti
Ed a volte un dubbio
soprattutto la sera
vorrei morir domani
pur di capirne il senso
Sono andato in soffitta
e nel silenzio ho trovato
cianfrusaglie
e qualche piccolo tesoro
parole care
come bimbi che ridono
appena sfiorati
da una piccola piuma
Fuori il rumore del mondo
il ferro
due eserciti in marcia
l'uno contro l'altro
si scontrano, si dimenticano
sparpagliandosi
come automi impazziti
Un verso
una sola parola
può salvare la mia vita
Vano il tuo battere alla porta
quando l'uscio non gradisce
perché si dica pure il contrario
il bussare continuo è irritante
e il cuore si serra a difesa.
Chiamolo insultante egoismo
carenza d'un io solidale
ma in sostanza è rifiuto
di contagiarsi al tuo male.
Eppure le strade son piene
son pieni i caffè
splendono cani a passeggio
le vetrine
nel tiepido sole
Di donne belle
son piene le vie
ancheggiano altere
come danzando
eleganti
abbassan gli occhiali
se ti voglion guardare
Arriverà presto il buio
da spazi sconosciuti
profondi
come un respiro
necessario al futuro
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